Bruno Benelli: Pensioni e finestre ecco la bussola per orientarsi

Nuove e più restrittive finestre ad personam, stretta sulle pensioni di invalidità civile, sotto torchio il pubblico impiego sul versante degli stipendi e sul pagamento a spizzichi e bocconi del trattamento di fine rapporto. È tanta la carne che il decreto legge 78 del 31 maggio ha messo sulla bollente griglia della riforma previdenziale. E che ha creato malumori e preoccupazioni in tutti i lavoratori, specie in quelli che sono prossimi al pensionamento.

Le nuove finestre

Le attuali finestre fatte a blocchi di quattro e sei mesi vanno in soffitta. Dal prossimo anno nasce la finestra personale: si va in pensione 12 mesi dopo quello in cui sono stati raggiunti i requisiti per il diritto. Per i lavoratori autonomi il ritardo sale a 18 mesi. Esempio: se il sig. Rossi maturerà i requisiti afebbraio 2011, la pensione sarà sua da marzo 2012 (se dipendente) e da agosto 2012 (se autonomo o parasubordinato). E questo vale per le pensioni di invalidità e vecchiaia. Sono fuori dal sistema le pensioni ai superstiti e quelle di invalidità.

La scuola

Nessuna modifica per la scuola: si continuerà ad andare in pensione una sola volta l’anno, il 1° settembre ( 1° novembre per le accademie di danza, musica, conservatori, università, ecc.). E continua a valere l’agevolazione secondo cui i requisiti per il pensionamento possono essere raggiunti anche dopo l’uscita dalla scuola, ma in ogni caso entro il 31 dicembre dello stesso anno.