Crisi: Confcommercio, consumi tornano a scendere. -1,6% ad aprile

Se ce ne fosse stato bisogno ecco una conferma che, per stimolare i consumi e il conseguente rilancio dell'economia,  gli stipendi non dovevano essere tagliati ma, semmai, alzati o quantomeno lasciati crescere secondo quanto stabilito dai rinnovi contrattuali e dagli scatti di anzianità. Ma un governo miope, degnamente accomunato dai suoi consimili europei, ci sta portando alla recessione come confermato dalla Confcommercio.
  E si mettano bene nella zucca che questo è: "SOLO L'INIZIO", perchè non abbiamo alcuna intenzione di intaccare i nostri risparmi per far fare loro bella figura.

dal sito di ASCA

 L'Indicatore dei Consumi elaborato dalla Confcommercio segnala ad aprile 2010 una diminuzione dell'1,6% in termini tendenziali interrompendo un periodo, che durava dall'ultimo trimestre del 2009, di graduale recupero dei livelli di consumo delle famiglie.
  La battuta d'arresto registrata dalla domanda nel mese di aprile, sottolinea la Confederazione, ''si legge in modo piu' evidente guardando al dato destagionalizzato che mostra una riduzione dell'1,7% rispetto a marzo, dopo un bimestre di graduale miglioramento''.
Il dato di aprile, prosegue lo studio, sconta la fine degli incentivi ed e' stato ''largamente influenzato dalla dinamica della domanda di autovetture, come segnala il ripiegamento piu' sensibile, negli ultimi tre mesi, dell'aggregato totale rispetto a quanto registrato da quello computato al netto della domanda di autovetture''.
  Secondo Confcommercio, poi, ''la presenza di un clima meno favorevole sul versante dei consumi sembra confermato dalla flessione registrata a maggio dal clima di fiducia delle famiglie, dopo il modesto recupero di aprile. Il dato dell'ultimo mese potrebbe essere stato influenzato dai timori riguardanti la crisi greca e dalle aspettative, poi confermate, di interventi sul versante della finanza pubblica''.
  Piu' ''articolata'' la situazione sul versante del sentiment delle imprese. A maggio a fronte di un ulteriore miglioramento del clima di fiducia degli operatori delle aziende manifatturiere, gli imprenditori del commercio e dei servizi segnalano un peggioramento.