Lettere di risposta a Monti e Fazio dopo la puntata di "Che tempo che Fa" del 25/11/12

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1) Caro Fabio Fazio,
vedo la sua trasmissione da sempre, dalla prima edizione. Le scrivo con molta fiducia nella sua redazione, con la fiducia che queste righe saranno lette e meditate. 
Sono giorni in cui lo spettro del licenziamento, della disoccupazione è sempre più concreto. Parlo con l’ansia di chi soffre da 8 anni la situazione di precarietà nel lavoro. Sono un insegnante ed ho scelto l’insegnamento come professione ben 8 anni fa. Ho sempre insegnato dai primi di settembre fino al 30 giugno negli Istituti Tecnici. Ho superato già un concorso, che prevedeva anche una scuola di specializzazione detta SSIS, nel 2007 ed oggi devo essere sottoposto ad un’altra prova concorsuale per verificare la mia idoneità all’insegnamento. Concorso che ha gettato tutti nella più profonda depressione, scoramento, ansia vissuto come un’ingiustizia da tutti e che ha già portato all’atto più disperato un nostro collega. Dalla Gelmini ad oggi i tagli sono stati impressionanti nel nostro “mondo” che ha pagato la crisi dal primo giorno. Tutte riforme che hanno avuto un solo scopo, un solo obbiettivo, il taglio, il risparmio, la riduzione di investimenti senza mai pensare alla qualità. Il merito nella scuola è vissuto sempre più come metodo di classificazione dei docenti, come sistema per imbrigliare la libertà di insegnamento, per mortificare chi lavora, con risultati, ma in modo indipendente. 
La mistificazione sul lavoro dei docenti che traspare nelle dichiarazioni di Monti hanno provocato un moto di indignazione profondo, urgente, dolente. Così come si sente quando il suo datore di lavoro la scarica senza giusta causa, affermando senza contraddittorio una falsità, mistificando un’intera classe di lavoratori. Così come quando le streghe venivano messe al rogo oggi i professori coloro che raggirano le giovani menti dei ragazzi. Noi professori aizziamo gli alunni!!
Fazio deve permettere una replica !! Noi non aizziamo nessuno, sono politiche e leggi proposte (legge ex-APREA, aumento delle ore di lezioni, concorso, e politiche di licenziamento dei precari nella scuola) da questo Governo che aizzano la società tutta !!
In particolare la proposta del ministro Profumo era di aumentare le ore di lavoro FRONTALE dei docenti da 18 a 24? Non 2 ore come sostenuto da Monti che dovrebbe conoscere le bene le percentuali perché altrimenti e un demagogo come gli altri. Precisamente
1) 6 ore in più rappresentano il 33% di 18 ore.
2) Di fatto, le ore in più richieste non erano 6, ma almeno il doppio perché ad ogni ora di lavoro frontale corrisponde un lavoro sommerso che è almeno pari se non maggiore.
3) Senza essere dei tecnici della scuola, è facile capire che se con un orario di 18 ore un docente ha, in media, 4 classi, con 24 ore ne avrebbe 6, il che rappresenta non un incremento del 33% ma del 50%.
4) Si continua impunemente a misurare il lavoro dei docenti in termini di presenza a scuola, come se si misurasse il lavoro degli avvocati solo con la loro presenza in tribunale oppure degli ingegneri soltanto con la loro presenza in cantiere. oppure il suo lavoro, caro Fabio Fazio, con la sua presenza in studio.

5) Strumentale è stato Monti nel ridurre l'opposizione sociale che cresce nel mondo della scuola soltanto alla questione delle ore senza pensare a forme di austerità di riduzione della spesa corrente (dalle pillole del sapere all’acquisto dei tablet nella scuola, da un concorso inutile e dispendioso al nessun investimento nell’edilizia scolastica).
Insomma gentile Fazio dinnanzi al suicidio di un collega come Carmine Cerbera sentire il Primo Ministro con cotanta poca sensibilità, che rasenta l’arroganza, faccia tali affermazioni dei docenti delle SCUOLE PUBBLICHE mi aspetto da Lei e dalla sua redazione il diritto di replica.
Cordiali saluti
Ettore Greco

2) E no signor Monti, non si prendono mica in giro gli italiani, non oltre, non ancora. E poi, mi perdoni, ma come parla? -"Due orette di lavoro in più?!?"- Siamo tanti, signor Monti, e siamo stanchi di essere considerati degli sfaccendati, di quelli che leggono Repubblica dietro la cattedra. Io ho amato talmente tanti di quei ragazzi che ho avuto la fortuna di avere come alunni che lei non se lo immagina nemmeno, li ho accompagnati tenendoli per mano, quando non c'era nessuno disposto a farlo, li ho strapazzati e strigliati tutte le volte ch
e l'ho ritenuto necessario, li ho spronati e abbracciati, li ho riempiti di libri (miei), li ho tenuti a casa per aiutarli a scegliere l'argomento più adatto al loro percorso durante l'esame di stato, per interi pomeriggi. Due ore in più e miglioriamo la didattica, dice? No, signor Monti, la didattica me la miglioro da sola, grazie. So cosa e come fare, io conosco il mio mestiere. Mi permetta di dubitare di lei, piuttosto. Una sola cosa avrebbe dovuto dire, e cioè che la scuola non si tocca più. Avrebbe dovuto ridarci la dignità che altri prima di lei ci hanno tolto, ed invece ci ha dato il colpo finale. C'era una barzelletta, una volta, di un generale nazista che non riusciva a veder soffrire gli animali feriti e li faceva fuori con la sua arma uno dopo l'altro. Ma questa non è una barzelletta. E qui non ride più nessuno. Lei e quelli prima di lei hanno fatto dell'Italia un paese terzomondista. E a mio parere proprio perché avete stuprato la scuola. Due ore?!? Faccia una bella cosa, si tolga lei duecento mila euro di privilegi all'anno, e moltiplichi questa cifra per tutti quei deputati che vediamo dormire (ma proprio dormire dormire) in parlamento, o mentre sul loro iPad si godono immagini non proprio castigate. Arrivederci, signor Monti, domani lavoro, presenterò la mia pessima didattica ad almeno 150 alunni...30 per classe. Ma stia tranquillo, io una classe di 8 alunni non la vorrei mai.
Annamaria Guerra

3) Caro Fabio Fazio,
non basta prevedere che le dichiarazioni di Monti avrebbero provocato un bel po' di polemiche. Quando qualcuno mente spudoratamente, in modo plateale, come Monti ha fatto, non si può sorridere immaginando il putiferio che seguirà. Si controbatte, si chiede un chiarimento.
Questo mi sarei aspettato, almeno da lei.
Non le risulta che la proposta del ministro Profumo era di aumentare le ore di lavoro FRONTALE dei docenti da 18 a 24? Non 2 ore come sostenuto da Monti. Fino a prova contrario i ministri dovrebbero conoscere le percentuali.
1) 6 ore in più rappresentano il 33% di 18 ore.
2) Di fatto, le ore in più richieste non erano 6, ma almeno il doppio perché ad ogni ora di lavoro frontale corrisponde un lavoro sommerso che è almeno pari se non maggiore.
3) Senza essere dei tecnici della scuola, è facile capire che se con un orario di 18 ore un docente ha, in media, 4 classi, con 24 ore ne avrebbe 6, il che rappresenta non un incremento del 33% ma del 50%.
4) Si continua impunemente a misurare il lavoro dei docenti in termini di presenza a scuola, come se si misurasse il lavoro degli avvocati solo con la loro presenza in tribunale oppure degli ingegneri soltanto con la loro presenza in cantiere. oppure il suo lavoro, caro Fabio Fazio, con la sua presenza in studio.
5) Strumentale è stato Monti nel ridurre l'opposizione sociale che cresce nel mondo della scuola soltanto alla questione delle ore.
6) Monti, quello che straparla sempre di crescita, ha avuto anche il coraggio di presentare come conservatore il rifiuto dei docenti di incrementare l’orario di lavoro. Un incremento che produrrebbe un importante taglio di posti di lavoro (ai precari). Certo che c’è stata una indisponibilità dei docenti a questa stupidaggine economica. Non dico le percentuali, ma l’ABC dell’economia?
Mi aspetto diritto di replica.
Cordiali saluti
Guido De Marco

4) "Caro Fabio, 
scusami ti do del tu, lo faccio perchè per me sei sempre stato uno di famiglia, ho sempre adorato i tuoi programmi ...ma stasera hai preso una cantonata e anche grossa!

Non replicare ad un Monti mendace e populista sulle due ore in più ("due? ma non erano sei ore frontali?", almeno questo glielo potevi chiedere????) che i corporativisti insegnanti non hanno voluto fare è decisamente troppo! 

Troppo per chi come me crede nel lavoro dell'insegnante e lo fa con passione, sacrificando anche molti sabati, in realtà tutti (anche se il sabato è la mia giornata libera, libera però solo dall'insegnamento frontale, ma non dal lavoro scolastico, verifiche da preparare, lezioni, compiti da correggere, progetti da pensare e organizzare per aumentare l'offerta formativa degli studenti) e le domeniche...quante (forse troppe) passate con i compiti da correggere, le verifiche da preparare e quanto tempo sottratto alle mie due bimbe, di 7 e 9 anni ..... vorrei proprio che Monti chiedesse a loro, alle mie figlie, senza la mia presenza, se la loro mamma lavora quando è a casa o è libera di dedicargli tutto il tempo che meritano, almeno la domenica.

e gli studenti manipolati?? questa è veramente degna di un uomo di destra come il suo predecessore che diceva che tutti noi insegnanti siamo comunisti e invece di fare lezione indottriniamo politicamente gli studenti!

Sai Fabio, da chi ho avuto il maggiore conforto in questo mese di attacchi??? dai miei EX amatissimi studenti, e non solo da quelli che prendevano otto e nove, e sottolineo ex, quelli cioè che si sono già diplomati e che non ho potuto manipolare contro il governo Monti e la sua vigliaccata delle 24 ore, perchè in classe loro non ci sono più! quelli soprattutto che non hanno nessun interesse a mostrarsi belli ai miei occhi perchè sono la loro insegnante, quelli cioè che oltre ogni ragionevole dubbio sono liberi di manifestare le proprie idee senza secondi fini o paure. E sai perchè lo hanno fatto? perchè mi hanno conosciuto e hanno sempre compreso, senza che glielo dicessi, il lavoro che c'era dietro ogni mia ora di lezione...loro sì, lo capivano.

Ho sempre amato il mio lavoro, ho lottato per averlo studiando e studiando e vincendo un concorso a cattedra 12 anni fa', ho continuato a studiare per fare questo lavoro sempre nel migliore dei modi, non ho mai improvvissato in classe, non ne sono capace, ho sempre fatto tutto con grande passione....ma quest'anno non ce la faccio...non riesco più a dedicare con slancio i miei sabati, i miei pomeriggi domenicali...in realtà lo faccio ancora, ma ogni volta mi sento depressa, fallita...perchè a causa della classe politica che negli ultimi anni ci ha governato (vedi Brunetta) e ancora ci governa (Monti, Profumo) io sono solo un esemplare di una casta di privilegiati che lavora solo 18 ore alla settimana e che ha dilapidato fortune...che paradosso sentirsi dire questo proprio dai politici italiani, che non sono stati capaci di rinunciare ad un centesimo dei loro compensi, nonostante guadagnino più di me, hanno un'infinità di benefit (dentisti e medici specialisti anche per i familiari, trasferte, ristoranti nei pressi di palazzo Chigi e non solo, ecc) (io invece mi devo pagare pure il panino nel giorno di collegio pomeridiano!),... politici che avranno la pensione...(io di questo passo non lo so se ci arriverò mai) solo perchè sono stati in parlamento per una sola legislatura!!!

Fabio, perchè hai dato voce solo a chi sta cercando di annientare la motivazione che mi ha fatto svolgere il mio lavoro finora con tanta dedizione? perdonami, ma da te non me lo aspettavo proprio...

un'insegnante delusa"

5) Cara Rai 3,
le affermazioni del Signor Monti nella trasmissione Che tempo che fa del 25/11/2012 sono state particolarmente gravi e offensive verso una categoria di lavoratori allo stremo che sta disperatamente cercando di ridare dignità ad uno dei pilastri di una società civile: la Pubblica Istruzione. Ciò che ha detto Monti sembrava chiaramente mirato a creare scissione tra lavoratori, screditando i docenti con falsità grossolane sotto gli occhi di milioni di telespettatori. Particolarmente fastidioso inoltre il tentativo di creare una spaccatura nel fronte unitario docenti/studenti che si è creato in questo movimento. (Forse è vero che come gridano gli studenti in piazza "tutti insieme famo paura").

Rimane il rammarico in quel momento di aver avuto di fronte al signor Monti un interlocutore sorridente e sottomesso che non è stato in grado di controbattere a tono o per lo meno di porre domande un minimo incalzanti.

Suggerisco al sig Fazio alcune domande per il sig. Monti (magari per la prossima volta):

Secondo lei protestare contro l'aumento di 1/3 dell'orario lavorativo senza alcuna retribuzione è difendere un privilegio corporativo o difendere il proprio contratto Nazionale e la propria dignità di lavoratore ?

Secondo lei nel lavoro di un insegnante ci sono solo le ore svolte in classe ?

Secondo lei le condizioni in cui lavoriamo (classi da 30 e più, niente ore a disposizione, mancanza di fondi anche per le fotocopie) sono da privilegiati?

Secondo lei lottare per una scuola migliore significa "usare" i nostri studenti?

Secondo lei se come afferma "nella scuola servono risorse" perchè il suo ministro Profumo continua a tagliare nella pubblica e a rifocillare la privata?

Secondo lei quando si governa un paese senza essere stati votati da nessuno non si dovrebbe dare più ascolto alle voci della piazza ?

Buonanotte
prof. Paolo Tescarollo
Liceo Caetani - Roma -


6) Caro presidente, sono rimasta basita ad ascoltare le sue parole stasera alla trasmissione Chetempochefa sulla televisione di Stato. 
Possibile, mi sono detta, che il Presidente non sappia che nella bozza della legge di stabilità la proposta di aumento a costo zero (che ci vuole?) del carico lavorativo di insegnamento fosse di 6 (=33% in più) e non di 2 ore settimanali su 18? Possibile che tutto il dibattito che la questione ha aperto in Italia si sia ridotto agli occhi del Presidente a una becera questione di egoismo corporativo e retrivo? Aumentare il carico di lavoro senza corrispondente aumento di retribuzione (e gli stipendi dei docenti italiani sono notoriamente fra i più bassi d'Europa) e senza contrattazione agli occhi del Presidente è l'unica soluzione per migliorare la didattica? Lei sa certo meglio di me che a una sola ora di insegnamento "frontale" corrisponde almeno un'altra "sommersa", invisibile.
Possibile,
 infine, che il Presidente stia affermando che noi docenti "usiamo" gli studenti per perseguire quei bassi fini di cui sopra? Possibile.
Non trovo parole per risponderLe, tanto sono basita.
Io non so perché Lei abbia voluto così mortificare pubblicamente noi docenti. Mi piacerebbe saperlo.
Per il momento mi limito a ricordarLe le parole di Luigi Einaudi: «Gli insegnanti, il cui orario settimanale è andato via via aumentando, sono diventati delle “macchine per vendere fiato”. Ma “la merce fiato” perde in qualità tutto ciò che guadagna in quantità. Chi ha vissuto nella scuola sa che non si può vendere impunemente fiato per 20 ore alla…settimana. La scuola a volerla fare sul serio logora. E se si supera una certa soglia nasce una “complicità dolorosa ma fatale tra insegnanti e studenti a far passare il tempo”. La scuola si trasforma in un ufficio, o in una caserma, col fine di tenere a bada per un certo numero di ore i giovani; perde ogni fine formativo». (Luigi Einaudi, Il Corriere della Sera, 21 aprile 1913).
Distinti saluti.
Ita nigro

7) Caro Fabio Fazio,

non basta prevedere che le dichiarazioni di Monti avrebbero provocato un bel po' di polemiche. Quando qualcuno mente spudoratamente, in modo plateale, come Monti ha fatto, non si può sorridere immaginando il putiferio che seguirà. Si controbatte, si chiede un chiarimento.

Questo mi sarei aspettato, almeno da Lei.

Non le risulta che la proposta del ministro Profumo era di aumentare le ore di lavoro FRONTALE dei docenti da 18 a 24? Non 2 ore come sostenuto da Monti. Fino a prova contraria i ministri dovrebbero conoscere le percentuali.

1) 6 ore in più rappresentano il 33% di 18 ore.

2) Di fatto, le ore in più richieste non erano 6, ma almeno il doppio perché ad ogni ora di lavoro frontale corrisponde un lavoro sommerso che è almeno pari se non maggiore.

3) Senza essere dei tecnici della scuola, è facile capire che se con un orario di 18 ore un docente ha, in media, 4 classi, con 24 ore ne avrebbe 6, il che rappresenta non un incremento del 33% ma del 50%.

4) Si continua impunemente a misurare il lavoro dei docenti in termini di presenza a scuola, come se si misurasse il lavoro degli avvocati solo con la loro presenza in tribunale oppure degli ingegneri soltanto con la loro presenza in cantiere, oppure il suo lavoro, caro Fabio Fazio, con la sua presenza in studio.

5) Chi può credere che un incremento di ore, classi e studenti, potrebbe migliorare la qualità della formazione? Non avendo il coraggio di risparmiare apertamente su una conquista fondamentale dello stato sociale si cerca di far passare come un miglioramento un evidente taglio delle risorse disponibili. Tant’è vero che il problema è stato risolto facendo tagli su altri capitoli di spesa della scuola statale (ma non di quella delle scuole paritarie).

6) Strumentale è stato Monti nel ridurre l'opposizione sociale che cresce nel mondo della scuola soltanto alla questione delle ore.

7) Monti, quello che straparla sempre di crescita, ha avuto anche il coraggio di presentare come conservatore il rifiuto dei docenti di incrementare l’orario di lavoro. Un incremento che produrrebbe un importante taglio di posti di lavoro (ai precari). Certo che c’è stata una indisponibilità dei docenti a questa stupidaggine economica. Non dico le percentuali, ma l’ABC dell’economia?

Mi aspetto diritto di replica.

Cordiali saluti
facebook/groups/docentincazzati

8) Gentile Presidente Monti,
non è ammissibile che Lei sia male informato sulle proposte del suo stesso governo: le ore in più (gratis) chieste agli insegnanti erano 6 e non 2. In ogni caso, a quale altra categoria si chiederebbe un aumento delle ore di lavoro senza compenso, con annesso ludibrio di fronte all’opinione pubblica per presunto fannullonismo?
Giorgio Ragazzini

9) Caro Fazio, l'intervista al Capo del Governo l'ho seguita cercando di capire parola per parola, il grande e fine eloquio del nostro Primo Ministro, che per quanto mi riguarda ha dato solo un po' più di credibilità al nostro Paese dopo la vergogna internazionale piombataci addosso a causa della spocchiosità del presidente precedente; mi dispiace che Lei non sia stato capace di intervenire ribattendo a Monti che le ore richieste ai Professori della scuola non sarebbero state solo 2 settimanali ma ben 6 a fronte di una situazione ormai insostenibile; le manifestazioni svolte dai ragazzi e dagli insegnanti in tutta Italia dovrebbero essere state viste e a parte i soliti infiltrati , sabato 24 novembre non ci sono state le pericolose scene che hanno gridato vergogna ... mi piacerebbe che lei invitasse per par condicio qualsiasi professore o insegnante italiano che sappia illustrare a lei e al pubblico televisivo che la segue la grave situazione in cui verte tutta la scuola italiana....o chiederemo alla signora Gabanelli sempre molto attenta alle verità di un paese che le ricerca e fatica ad averne...un cordiale saluto e buona settimana
Valerio Verdi

10) Caro Fabio Fazio

ho scoperto che nella intervista nella trasmissione di ieri sera il professor Monti ha dichiarato tra l'altro che i professori "corporativi" hanno "manipolato la giusta protesta dei propri alunni per opporsi all'aumento di 2 (due) ore di insegnamento, negando ai propri studenti due ore in più di cultura e preparazione.
Se ieri, come mi pare di capire, non hai fatto una piega di fronte a queste affermazioni spero che stasera possa esprimere un pensiero di fronte ad una affermazione che: 
1) è falsa (non abbiamo usato i nostri alunni) 
2) è sbagliata ( non ci volevano aumentare l'orario di servizio di 2 ore ma di 6 (sei), da 18 a 24 ore frontali in classi che i precedenti governi hanno portato anche a 30 alunni 
3) è veramente ingenerosa (poi da parte di un esponente della CASTA dei professori universitari) 
4) sembra fatta apposta per continuare a squalificare il ruolo dei docenti di fronte all'opinione pubblica, fatta anche dei genitori degli alunni in questione.

I quattro punti che ho elencato non sono assolutamente esaustivi ma mi fermo qui, forse anche per sfiducia e delusione.

Spero che questa mail sia una in un mare di proteste che ti portino a riconsiderare le parole di Monti e a spendere una parola almeno sulla tua posizione su questo argomento.

Distinti saluti
Michele Vulpi
docente scuola superiore


11) gentile sig. Fazio,
la seguo sempre ed ho stima delle scelte che fa. Ma uno come lei, che ha il coraggio di dar voce alle verità di Saviano, non può annuire alle falsità di Monti, nè di nessun altro.
La invito ad informarsi sui motivi delle proteste degli insegnanti e a verificare le parole dei suoi ospiti, anche illustri, prima di annuire.
cordiali saluti
prof.ssa Mina Leuci
Liceo scientifico statale
Trani


12) Ill.mo Presidente Monti, tutti possono sbagliare, errare e' umano e Lei ieri sera l'ha fatto. Voglio credere a un errore umano che con una serie di errata corrige qui le stiamo spiegando. Tuttavia, per il suo buon nome e per calmare animi allo stremo della sopportazione, Le chiederemmo una rettifica di cio' che ieri ha dichiarato in trasmissione, cosi' come, per il buon nome del Dott. Fazio e della Sua trasmissione, sarebbe opportuno scusarsi per non essere intervenuto in quello stesso istante, forse perche' poco informato della protesta degli insegnanti o forse per motivi che ci sfuggono. Gli insegnanti, ricordate bene Sig. Monti e Sig. Fazio, sono la parte pensante del paese, sono coloro che seguono la vostra trasmissione ed i vostri discorsi invece di farsi anestetizzare la mente da qualche pietoso reality e sono quelli da cui estrapolare linfa e proposte, non scansafatiche facinorosi, quindi forse sarebbe il caso di accogliere questa nostra richiesta di rettifica. Noi siamo quelli che, Voltaire docet, morirebbero affinche' voi possiate comunque esprimere la vostra opinione. Qualche volta sarebbe bello vedere che si da' spazio anche a chi sta in fondo alla scala delle priorita' di questo Paese. Spero possa accadere e confido nella Vostra intelligenza. Occorrerebbe una rettifica ed un contraddittorio Dott. Fazio, grazie.
Valentina Pansini

13) Egregio Fabio Fazio e redazione,
vedo molto volentieri la Vs. trasmissione. Tuttavia ci tengo a dire che le parole del Prof. Monti sull'aumento delle ore mi hanno profondamente turbata. In primo luogo l'aumento era di 6 ore e gratis quindi non 2 ore. Il programma in prima serata getta discredito sulla categoria docente e ciò non solo è scorretto ma è deludente. I docenti italiani stanno lottando per mantenere in piedi le scuole massacrate dai tagli e dal taglio Gelmini mascherato in una pseudo-riforma mentre si continua a dare finanziamenti alla scuola privata!
 In quanto docente richiedo più rispetto e più serietà.
Clara Mingrino

14) Gentile Fabio Fazio, 
siamo due docenti che lavorano nella scuola pubblica da trenta anni, laureate con il massimo dei voti, vincitrici di quattro concorsi pubblici, in possesso di un master e di vari corsi di formazione e di aggiornamento. Attraverso la nostra attività pensiamo di avere contribuito, senza mai conteggiare le ore di lavoro, a migliorare la qualità della nostra scuola, convinte del fatto che l’istruzione e la formazione siano fondamentali per lo sviluppo culturale, sociale ed economico di un paese democratico.
Domenica, 25 novembre, ascoltando la sua trasmissione, siamo rimaste stupite e, a dire il vero, anche indignate, quando il nostro Capo del Governo, ha parlato con toni sprezzanti degli insegnanti della scuola italiana, affermando che non vogliono lavorare, che sono fermi su posizioni reazionarie e che sfruttano le proteste studentesche per difendere i loro privilegi.
Ancora una volta si fa passare all’opinione pubblica un messaggio non veritiero, screditando una categoria professionale che ha sempre lavorato, anche in termini di volontariato, per fornire ai giovani le conoscenze e competenze necessarie a vivere in modo autonomo e responsabile nella cosiddetta società della conoscenza, portando avanti quei valori e quei principi democratici che, purtroppo, non sono sempre garantiti dai nostri politici e dalla cultura dominante.
La cosa ancora più grave è che tale messaggio provenga proprio dal nostro Presidente del Consiglio che, invece, poco ha fatto per ridurre i costi della politica e per colpire i grandi capitali.
Bisogna ricordare che gli insegnanti, negli ultimi anni, hanno già pagato tanto a causa della crisi. Con le leggi del governo Berlusconi, infatti, dietro la facciata della riforma scolastica, si è di fatto operata una riduzione degli investimenti nella scuola pubblica ed una diminuzione delle ore curriculari soprattutto negli istituti tecnici . Tutto ciò ha comportato non solo la perdita del lavoro da parte di molti precari, ma anche uno stato di continua incertezza nei docenti a tempo indeterminato che, dopo tanti anni, si ritrovano a dover vagare da una scuola all’altra per riuscire a completare il loro orario di servizio, anche a scapito della qualità dell’insegnamento.
Non parliamo poi del blocco del contratto e degli scatti di anzianità che ha ridotto il potere di acquisto del nostro stipendio.
Oggi, in aggiunta, si vuole anche ridurre al minimo il fondo di istituto e cioè quel finanziamento che consente, anche alle scuole più povere, di offrire agli studenti dei servizi fondamentali come i corsi di recupero, gli stage e le attività di orientamento.
Di contro, l’effettiva quantità di lavoro, negli ultimi anni, è notevolmente cresciuta in quanto, oltre alle ore di insegnamento frontale, ad un insegnante oggi è richiesto un continuo ed intenso lavoro quotidiano per migliorare la didattica, attraverso la predisposizione di lezioni che prevedono l’uso di strumenti multimediali, per i rapporti con le famiglie e gli studenti, per la preparazione e correzione dei compiti.
L’insegnante, infatti, in seguito all’attribuzione alle scuole dell’autonomia didattica, organizzativa, di sperimentazione e di ricerca ( vedi legge 59/ 97, DPR 275 del 1999, legge 53 del 2003 ecc.) non si limita più a programmare i percorsi didattici, sulla base delle indicazioni provenienti dai vertici burocratici, ma deve progettare dei curricoli adeguati alle caratteristiche degli studenti, alle richieste delle famiglie e alle particolari esigenze del territorio in cui opera, rendicontando anche il suo operato attraverso varie forme di valutazione e di autovalutazione ( vedi INVALSI).
Tutto ciò richiede delle competenze non solo disciplinari ma anche psico – pedagogiche e relazionali, oltre che una continua attività di aggiornamento e di ricerca.
Nonostante ciò non è vero che gli insegnanti non siano disponibili ad aumentare le ore ufficiali di lavoro ma richiedono che tutto ciò sia frutto di un confronto democratico che coinvolga tutte le parti in causa e che porti ad un effettivo miglioramento della qualità della scuola pubblica. La proposta del Governo, invece, a nostro parere, mira solamente a realizzare una forma di risparmio che si concretizzerebbe in una ulteriore perdita di lavoro da parte degli insegnanti più giovani e che colpirebbe ulteriormente la professionalità dei docenti i quali si ritroverebbero a fare da tappabuchi per sostituire i colleghi assenti o per ricoprire gli spezzoni di cattedra , a scapito della progettualità e della continuità didattica di cui si parla anche nella legge 53 del 2003.
Forse, allora, è il caso di ricercare altre forme di risparmio, colpendo altre categorie come, ad esempio, i politici e i grandi evasori o le lobby di potere che vengono privilegiate anche nell’assegnazione di fondi pubblici (vedi “pillole del sapere”).
Bisogna finalmente chiarire se in Italia si vuole una scuola pubblica o no, rispettando, così quanto sancito nella nostra Costituzione. L’Europa e il mondo globalizzato ci richiedono una sempre maggiore qualità del sistema di istruzione ed una formazione continua ma tutto ciò non può prescindere, a nostro parere, dalla difesa di una scuola autonoma , laica e libera e dalla valorizzazione del ruolo degli insegnanti.
Chiudiamo con le parole di Piero Calamandrei:
A questo deve servire la democrazia, permettere ad ogni uomo degno di avere la sua parte di sole e di dignità . Ma questo può farlo soltanto la scuola, la quale è il complemento necessario del suffragio universale. La scuola, che ha proprio questo carattere in alto senso politico, perché solo essa può aiutare a scegliere, essa sola può aiutare a creare le persone degne di essere scelte, che affiorino da tutti i ceti sociali.
Cordiali saluti
Caltanissetta 26/11/2012
Luigia Perricone
Emilia Perricone

15) ma come le è venuto in mente Fazio??? ....di fare una domanda a Monti sulla scuola senza contraddittorio? Suppongo fosse una domanda concordata. Figuriamoci se i "tecnici" vengono in tv senza concoscere il contenuto delle interviste. La scuola , a causa di politiche dissennate di governi di centro sinistra e centrodestra , versa in una situazione gravissima. Non so se lei ha figli e se sono in età scolare.Non so che scuola frequentino. Non so se lei sia appassionato di questo argomentoi: bhè NOI LO SIAMO!!! Come insegnanti, lavoratori e lavoratrici della scuola, genitori di figli che frequaentano per SCELTA la scuola pubblica statale abbiamo scelto di stare in trincea per fare controinformazione, informazione e resistere allo scempio fino alla fine. Siamo in piazza armati fino ai denti della nostre convinzioni, della nostra determinazione, voce, pazienza ed energia. Non si può parlare di scuola senza contraddittorio.Deve assolutamente riparare . NOI SIAMO I PRECARI UNITI CONTRO I TAGLI E CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELLA SCUOLA STATALE. Quelli che lei ha visto in tutte le manifestazioni sulla scuola dal 2008 in poi.....Ci venga a cercare Siamo nelle piazze e nelle scuole ma saremmo ben lieti di venire in trasmissione a raccontare la vera storia della scuola statale. Sempre che a lei e ai suoi datori di lavori interessi fare seria informazione e buon giornalismo sull'argomento. Grazie.
Francesca Pandolfi

16) Gentile Sig. Monti, Gentile Sig. Fazio. Sono disgustato. Il Presidente del Consiglio sostiene che i docenti sono stati conservatori e lobbisti nel non accettare un aumento dell'orario di lavoro. Il Sig. Monti limita questo aumento a 2 ore ma nel ddl stabilità le ore erano 6 e senza alcuna retribuzione aggiuntiva. Voglio ricordare che i docenti hanno il contratto bloccato da 7 anni e così la progre
ssione di carriera. Di questo nessuno parla! Oggi i docenti sono stati trattati come fossero evasori fiscali ma nessuno ricorda che questo governo in barba all'art. 33 Cost. ha destinato più di 200 mln di euro alle scuola private. Nessuno ricorda che aumenti di orario di lavoro sono possibili solo con corrispettivi aumentati salvo non voler ignorare l'art. 36 della Costituzione. Caro Sig. Monti, è vero noi docenti siamo conservatori perchè NOI ancora rispettiamo la Costituzione nel punto in cui rende sacra l'istruzine pubblica per tutti! Non mi pare Lei faccia lo stesso. Per quanto attiene al programma credevo che qualcuno queste domande avrebbe potuto porle ma evidentemente Il docente è il Capro espiatorio di turno. Sono profondamente deluso e mortificato.
Paolo Pedone

17) Sig. Fabio Fazio
sono un’insegnante arrabbiata e non riesco a far precedere l’intestazione della mia breve lettera da formule ossequiose o amichevoli nei suoi confronti.
Sono stufa di ascoltare politici, tecnici, rappresentanti delle istituzioni di turno (e di che levatura!!!) parlare nella sua trasmissione senza che vi sia una possibilità di replica da parte dei soggetti interessati e chiamati in causa, sono stufa di essere additata all’opinione pubblica come una docente “fannullona”,”corporativa”, “manipolatrice” degli alunni,senza aver l’opportunità, in diretta, a caldo, di confutare tesi “bugiarde” e denigratorie.
Di fronte all’attacco contro  i docenti del sig. Mario Monti, ovviamente lei, sig. Fazio, è rimasto in silenzio, limitandosi ad una timida battutina; io e tutti i miei colleghi vorremmo invece urlare, ma la nostra voce è stata, ancora una volta, zittita dai “potenti”.
Per quanto tempo ancora? Ci restano alcuni strumenti: il telecomando,il voto, il dissenso civile…………………

Lucia Piana
Docente di scuola secondaria di I grado
Roma

18) CARO Fazio e caro monti,
 abbiate la cortesia di leggere e rispondere con delle scuse per quello che è successo ieri in trasmissione... facciamo un pò di conti e abbiate la cortesia di leggere quello che vi posto, grazie
Comunicazione degli insegnantagli studenti, ai genitori, all’opinione pubblica
Per una media di 5 classi, numero medio di classi (calcolato per difetto) per ogni docente italiano... ogni mese segue il lavoro che svolgiamo! caro Fazio ne voglia prendere nota!
Ogni docente ha un numero diverso di classi, di alunni, di compiti da preparare e da correggere; ma si può fare un calcolo di media del lavoro che serve per svolgere 18 ore settimanali di lezione in classe.

1. Cosa c’è dietro le lezioni?

- preparazione delle lezioni: - predisporre gli argomenti, reperire e approntare i materiali didattici (documenti,fotocopie,…): almeno 20 ore
- correzione compiti per casa: altre 20 ore
- preparazione compiti in classe: - scegliere argomenti, temi, esercizi; preparare i testi (redazione, impa- ginazione, fotocopiatura): 6 ore
- correzione e valutazione compiti in classe: 20 ore
- autoaggiornamento: - informarsi tramite quotidiani, rivi-ste, notiziari, web, … -approfondire le materie di insegna-mento (letture, mostre, esposizioni): 42/56 ore
per un totale di 112/126 ore AL MESE
112 ore mensili / 4 settimane sono 28 ore + 18 ore di lezione = 46 ore
145 ore mensili / 4 settimane sono ca. 32 ore + 18 ore di lezione = 50 ore

Un insegnante, dunque, mediamente impiega circa 50 ore alla settimana per svolgere con serietà la propria professione, assolvendo alla funzione docente prevista dal Contratto Collettivo Nazionale dei Lavoratori (artt. 42/1995 e 24/1999).

a tutto questo bisogna aggiungere:

2. Cosa c’è oltre alle lezioni?

Il CCNL prevede, inoltre, le attività di carattere collegiale riguardanti tutti i docenti costituite da:
- riunioni del Collegio dei docenti
- attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno
- informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali: in totale 40 ore annue
-attività collegiali dei consigli di classe, di interclasse, di intersezione: 40 ore annue
-svolgimento degli scrutini e degli esami, compresa la compilazione degli atti relativi alla valutazione: non quantificabile come tempo lavoro...

per un totale di circa   120 ore annue

3. Cosa c’è dietro ad un viaggio di istruzione (la “gita”)?

Per portare una classe in viaggio di istruzione, un insegnante deve:
-           preparare l’itinerario (calibrandolo sulle attività didattiche, le conoscenze, gli obiettivi degli studenti)
-           documentarsi (usando guide turistiche, libri vari, opuscoli, internet, …)
-           assolvere agli obblighi burocratici interni (modulistica, permessi, relazioni preventive e consuntive, comunicazioni alle famiglie)
-           assolvere agli obblighi “esterni” (raccolta e gestione delle quote di partecipazione, controllo biglietti e prenotazioni, rapporti con agenzie di viaggio e alberghi, prenotazione di visite guidate e ingressi a musei e mostre)
-           effettuare un servizio di guida nei luoghi di visita, svolgendo attività didattica fuori dall’aula
-           assicurare la sorveglianza degli alunni 24 ore su 24

Si tratta, quindi, di un lavoro da tour operator, guida e accompagnatore turistico.

La retribuzione per tale attività è: € 0!
Manuel Cecch

19) Credevo che "Che tempo che fa" fosse una trasmissione seria e non semplicemente una delle casse di risonanza di un potere che con arroganza ha diffuso dati e informazioni false e tendenziose nonchè profondamente offensive della dignità di persone che per contratto lavorano 18 ore frontali settimanali e minimo 10 ore settimanali di preparazione lezioni/correzioni/aggiornamento , 40+40 ore annue di riunioni, circa 30 ore di ricevimento parenti, tre tornate di scrutini (da un minimo di 12 ore a 30 ore e oltre), esami. Per non parlare delle spese sotenute individualmente per l'autoaggiornamento (che in qualunque ditta è a carico della stessa), per l'acquisto di libri e strumentazioni multimediali (oggi indispensabili e pretese dall'utenza), ecc. Le falsità del "prof" Monti sono state veicolate da un conduttore e da una redazione o totalmente impreparati o conniventi. I docenti, e mi sento di parlare a loro nome (sono docente di latino e greco), si aspettano che venga dedicato altrettanto tempo, se non a una replica, almeno alla lettura dell'elenco delle falsità e dei luoghi comuni espressi dal presidente. N.B. Qualcuno ha già fatto presente che parlare di 18 ore per un docente equivalgono alle ore di un avvocato in tribunale, a quelle in video di un conduttore, a quelle di presenza in studio di un medico, ecc. L'unica differenza rispetto agli insegnanti è lo stipendio o l'onorario. Quelllo dell'insegnante è un lavoro intellettuale, delicato, che richiede attenzione e riflessione. GLI INSEGNANTI SONO STANCHI DI ESSERE CONTINUAMENTE INFANGATI da persone che dimostrano non competenza ma disonestà intellettuale e pertanto profondamente disprezzabili
Maria Grillo

20) Caro Fabio Fazio,
non le scrivo quello che mi sarei aspettato da lei, le scrivo invece quello che mi aspetto ora da lei: diritto di replica! Scelga lei le modalità, ma non faccia finta di niente, non liquidi la questione con una battuta in una delle prossime trasmissioni. Approfitti della situazione per dare voce agli insegnanti e più in generale al mondo della scuola, quello vero però, quello di chi nelle aule ci vive quotidianamente.
Cordiali saluti
Francesco Baldassarre 

21) Monti ha detto due cose assolutamente false. Nel DDL stabilità presentato dal suo governo (e poi completamente stravolto dal parlamento): primo le ore di aumento di insegnamento per i docenti erano 6 e non 2, da 18 a 24; secondo questo aumento di orario rientrava nei tagli di spesa per tutti i ministeri in funzione del mantenimento dell'obiettivo del pareggio di bilancio, quindi non era assolutamente previsto che le risorse così risparmiate fossero reinvestite nella Scuola Pubblica. Inoltre, da dove spunta il numero di 20 ore, forse da qualche trattativa segreta (non andata a buon fine)con qualche organizzazione sindacale? Magari quelle che hanno accettato lo scambio tra il parzialissimo recupero degli scatti bloccati e il taglio ai quattro soldi previsti per le funzioni aggiuntive svolte dagli insegnati (organizzative ecc.) senza le quali le scuole non funzionerebbero? Se anche su altri terreni il Professore (che ripresenta quasi uguale il regolamento sull'imu alla Chiesa facendoci rischiere multe UE di quattro/sei volte superiori a quanto si riparmierebbe con l'aumento dell'orario degli insegnanti) è così affidabile c'è veramente da preoccuparsi. Sono Giuseppe Ponsetti di professione, anzi di "mestiere" Insegnante. Per cortesia non chiamateci più prof.. Caro Monti prof. sarà lei! (E caro Fazio, un po' più di vivacità, come ti consiglia Luciana, non guasterebbe)
 Giuseppe Ponsetti

22) Spett. redazione de "Il tempo che fa"

dopo esser sceso in piazza assieme ai miei studenti e manifestato pacificamente con loro il mio dissenso per la politica governativa sulla gestione della scuola pubblica, ho dovuto ascoltare dal prof. Monti l'ennesima accusa di conservatorismo e corporativismo rivolta ai docenti.

Al solito, così come mi vergogno di certi colleghi, mi vergogno anche della superficialità di un approccio così generico ad una tematica cruciale per il nostro futuro, trattata invece alla stregua di una qualunque attività da spremere sotto il profilo meramente finanziario. Perché di questo si tratta nell'ottica di (qualunque) governo, ormai da anni: una voce di spesa da ridurre ad ogni costo, cercando solo a posteriori le 'motivazioni didattiche' - come quando la Gelmini affermava che si imparava di più con meno ore di lezione.

Sto parlando da mero 'conservatore', è vero: solo una persona come me, che ha conseguito appositamente ed a sue spese una seconda laurea in Formatore Multimediale (sull'uso delle tecnologie informatiche per la didattica), e che da decenni continua ad aggiornarsi e ad investire in libri et similia, solo uno come me resterebbe ancorato al 'mos maiorum', ad una mentalità arcaica che pretende di trasmettere la cultura e farne un nuovo tesoro per le prossime generazioni, forse l'unico in Italia che nessuno mai potrà sottrarci o clonarci. Certo va fatto con mezzi e modalità diverse, bisogna divenire facilitatori e non più 'trasmettitori' di questa cultura: ma proprio per questo occorrono tempo, risorse, energia, che finora sono essenzialmente affidati al volontariato ed alle magre finanze dei docenti.

Quanto al corporativismo, sono il primo a pretendere di poter timbrare il cartellino e far figurare il tempo che comporta l'attività didattica, con circa 1000 compiti a quadrimestre più altrettanti test, riunioni di ogni risma, gestione sempre più complesse di alunni con disabilità, Disturbi Specifici di Apprendimento (dislessia), extracomunitari con problemi linguistici e/o integrazione etc etc.. Mi piacerebbe però anche averne adeguato ritorno economico, come succede ai colleghi in Europa ed a qualunque (o quasi) altro professionista laureato da noi.

Le 18 ore in classe nella scuola superiore non sono l'orario di lavoro del docente: sono la punta di un iceberg. Sfido qualunque dei 'tecnici' a scendere giù dal pulpito dell'aula universitaria per sporcarsi le mani con le problematiche dei ragazzi di oggi, spiegare che trovare il soggetto in una frase è molto più importante di quanto credano, che, come diceva Don Milani, 'una parola non appresa oggi sarà un calcio in culo preso domani'. State tranquilli, loro non sono choosy, sanno anche troppo bene ciò che li attende. Il problema sono quasi sempre i 'grandi' che hanno alle spalle. Soprattutto se non li hanno.

Distinti saluti, vi seguirò sempre con l'usuale simpatia, ma non potevo trattenere lo sfogo

prof Guido Ghiselli 

23) Gent. dott. Fazio,
mi spiace constatare come Lei abbia spalancato le porte alla demagogia, favorendo un atteggiamento di oppressione e annichilimento di una intera categoria di lavoratori che si vedevano imposti un aumento frontale di lavoro del 33% senza contrattazione sindacale, senza adeguamento di stipendio, senza considerare tutto il carico conseguente di lavoro che, come Lei ben sa, non è svolto in classe, che ciò comporterebbe. Si legga i dati e troverà che il nostro lavoro frontale è superiore alla media europea ma siamo quelli meno pagati, e parliamo di forti professionalità in campo, laureati, specializzati con masters, e esperienza! e ricordiamo che la scuola già ha pagato in termini di tagli al personale tutto e alle risorse economiche. Per favore, volgete il vostro sguardo altrove dalla scuola pubblica perchè la stragrande maggioranza della popolazione italiana non può permettersi la scuola privata, tanto favorita con ulteriori aiuti economici statali...
Laura Anna Valenzano 

24) Nella trasmissione di questa sera di "Che tempo che fa", il Presidente Monti ha espresso una serie di affermazioni dal contenuto equivoco, erroneo e ingiurioso nei confronti dei docenti che il 24 hanno scioperato e sono scesi in piazza a protestare contro la politica del suo Governo nei confronti della scuola pubblica! Il "professore" ha affermato che i docenti si sono rifiutati di lavorare 2 ore in più la settimana: FALSO! Il provvedimento del governo imponeva l'aumento di 6 ore settimanali di lezione: per di più Monti ha omesso di specificare che tale aumento era a TITOLO GRATUITO! E un professore dovrebbe sapere che ad ogni ora di lezione corrisponde un'ora di lavoro fra colloqui, preparazion eccorrezione compiti, burocrazia, riuniioni... Ha definito i docenti italiani corporativi e conservatori, oltre che sobillatori degli studenti! Semplicemente offensivo! E falso, perché gli studenti hanno protestato, ora come ogni anno, in modo del tutto autonomo. Sostenendo poi che gli studenti avessero fatto bene a protestare, dobbiamo desumere che l'obiettivo della "giusta" protesta studentesca fossero, per logica inferenza, i docenti e non piuttosto il Governo! Triste destino quello di un Paese il cui Primo Ministro offende - falsando i dati e senza contradditorio - un'intera categoria di professionisti, proprio quella cui è affidato, con l'istruzione dei giovani, il futuro del Paese".
 Gianfranco Mosconi

25) Siamo proprio stanchi di essere trattati in questo modo: una casta corporativa e manipolatrice delle ingenue menti dei ragazzi...grazie al cielo loro lo sanno benissimo chi mente; sono nauseata e anche disperata. Bugie all'ora di cena, davanti a milioni di persone. La didattica sta a cuore a noi, non a Mario Monti; sei ore di lezione frontale in più sono diventate due, le due ore che avrebbero salvato la scuola. Ma venite nelle scuole, venite a vedere come si lavora con 27, 30 ragazzi per 4 classi per 18 ore di lezione frontale. Io insegno filosofia e storia in un liceo scientifico, vorrei poterlo fare ancora con la cura e l'attenzione che discipline come le mie, che fanno tremare le vene ai polsi, meritano ( al classico, intanto, le classi sono tre). Ci sono incredibili aberrazioni nella scuola italiana: un mio collega di storia dell'arte arriva a insegnare una materia così complessa e meravigliosa in 9 classi per 2 ore alla settimana. Ma per favore...per favore...
 Paola Mastrantonio

26) Caro Fazio, 
si permette di fare continuamente la morale e poi ha taciuto di fronte ad un'evidente falsità detta dal presidente Monti. La prossima volta abbia il coraggio di scusarsi, di riparare alle dichiarazioni mendaci del Presidente del Consiglio e cominci a non esser prono di fronte ad ogni ospite intervistato. Si sappia che la proposta di aumento settimanale di orario per gli insegnanti è stata di 6 ore, pari al 33% dell'orario di insegnamento frontale. Monti non ha parlato né delle ore aggiuntive di lavoro degli insegnanti, né del fatto che la retribuzione dei docenti italiani è ben al di sotto della media europea e nemmeno che l'orario di insegnamento settimanale è pienamente nella media europea. In questo caso l'Europa non conta...

Domenico Kaiati 

27) Caro Fabio Fazio,

1) 6 ore di LEZIONE in più rappresentano il 33% di 18 ore di LEZIONE.

2) Di fatto, non si aggiungerebbero 6 
ore a un MONTE ORE ma un nuovo carico di attività professioneli correlate alle 6 di LEZIONE, cioè dalle 15 alle 18 ore circa.  Ogni ora di lezione frontale, infatti, corrisponde a un lavoro effettivo aggiunto di circa di due ore, il cosiddetto "lavoro sommerso" in quanto volutamente non quantificato, anche se citato, a livello contrattuale (ignobile!!)

3) Senza essere dei tecnici della scuola, è facile capire che se con un orario di 18 ore un docente ha  5 o 6 classi-corsi ( la sottoscritta ha in carico 8 corsi tra Matematica e Fisica su 5 classi, solo a titolo di esempio), con 24 ore ne avrebbe, in futuro, 10 o 12 ( da quest'altro anno scolastico con il quasi totale raggiungimento della condizione di regime per i "Nuovi Licei" voluti dalla riforma Gelmini la maggior parte delle discipline avranno 2 ore settimanali di lezione). 

4) Si continua impunemente a misurare il lavoro dei docenti in termini di presenza a scuola ( che pure è notevole ), come se si misurasse il lavoro degli avvocati solo con la loro presenza in tribunale oppure degli ingegneri soltanto con la loro presenza in cantiere, oppure il suo lavoro, caro Fabio Fazio, con la sua presenza in studio.

5) Chi può credere che un incremento di ore, classi e studenti, potrebbe migliorare la qualità della formazione? Non avendo il coraggio di risparmiare apertamente su una conquista fondamentale dello stato sociale si cerca di far passare come un miglioramento un evidente taglio delle risorse disponibili. Tant’è vero che il problema è stato risolto facendo tagli su altri capitoli di spesa della scuola statale (ma non di quella delle scuole paritarie).

Il carico di lavoro è ATTUALMENTE totalizzante sia per quantità di impegno sia per complessità e articolazione della professione. E' altresi' un tempo denso, cioè il numero di ore settimanali, 45-60, sono effettive, cioè calcolate senza pause, tempi morti ecc...Per non dire delle ore di lezione che in alcuni paesi europei sono conteggiate con un moltiplicatore rispetto a ore impiegatizie.

6) Strumentale è stato Monti nel ridurre l'opposizione sociale che cresce nel mondo della scuola soltanto alla questione delle ore.

7) Monti, che parla sempre di crescita, ha avuto anche il coraggio di presentare come conservatore il rifiuto dei docenti di incrementare l’orario di lavoro a parità di stipendio e senza contrattazione sindacale. Un incremento che produrrebbe un notevole taglio di posti di lavoro (ai precari). 

Cordiali saluti
Donata Niccolai
docente di Matematica e Fisica con 36 anni di insegnamento

28) Adesso "Corporativi"? Si, nella lotta contro il governo Monti!
Fannulloni, privilegiati, bisognosi del bastone e della carota, non abbastanza preparati ... Ed ora "corporativi" e "conservatori", manipolatori di studenti, non disponibili a sacrificarsi solo due ore in più per reperire risorse(naturalmente la malafede porta a non dire che le ore erano sei e non due, con un aumento del 33% dell'orario lavorativo "frontale", a titolo gratuito!).
La macchina diffamatoria della categoria dei docenti procede spedita e dopo Gelmini, Brunetta, Profumo, è l'esimio professor Monti a pontificare fallacemente sugli insegnanti. Il governo "corporativo" degli interessi delle Banche, della Finanza e della Troika, dimostra, qualora fosse ANCORA necessario, che non abbiamo ottenuto proprio nulla: non basta eliminare temporaneamente una proposta indecente di innalzamento dell'orario di lavoro a parità di salario, non basta racimolare qualche briciola per gli scatti di anzianità dei docenti rastrellando il misero barile del fondo di istituto, non basta rallentare o ripensare l'iter dell'ex legge Aprea...Continueremo a protestare fino a quando nel modo di rivolgersi alla categoria degli insegnanti e nelle politiche scolastiche, non si scorgerà un riconoscimento, da troppo tempo mortificato, della nostra professionalità e non si attuerà una politica seria di rifinanziamento della SCUOLA PUBBLICA STATALE.
Non ci accontenteremo dei proclami rassicuranti di certi sindacati gialli, delle parole spese in campagna elettorale o durante le primarie da vari esponenti politici.
Gli studenti in questi giorni si stanno riappropriando delle loro scuole e delle strade al grido rabbioso di un futuro negato, i docenti allo stesso modo devono riappropriarsi del loro essere educatori e lavoratori, continuando inesorabilmente ad opporsi a questo governo di "macelleria sociale" e a tutte le politiche che vogliono strappare dignità, lavoro e diritti! ... ASPETTIAMO COMUNQUE IL DIRITTO DI REPLICA!
Giuseppe Farabutto Partigiano Vollono 

29) Ho sempre guardato con interesse e piacere il suo programma, Caro Fazio, e forse è proprio per questo motivo che sono davvero sbigottita nel sentire cosa il presidente Monti pensa di noi insegnanti. La nostra categoria ahimè, è sempre stata ben lontana dallo spirito corporativo, anzi ho sempre pensato che il nostro individualismo (causato più dalla povertà dei mezzi e dalla sfiducia nelle politiche scolastiche governative oramai da tempo rivolte alla distruzione della scuola pubblica più che alla sua ristrutturazione) fosse la causa della pessima considerazione pubblica e del diritto arrogatosi dalla politica di fare di noi qualsiasi cosa. Ritengo davvero offensivo prima di tutto che il presidente non sapesse di cosa parlava -ciò è chiaramente sintomatico dell'interesse che egli ha avuto per tutto lo sviluppo della questione - riferendosi a due ore in più per gli insegnanti, e che per l'ennesima volta si voglia offendere l'intelligenza del popolo
italiano contrabbandando letteralmente i tagli alla politica scolastica con "maggiori investimenti in campo didattico", che al di là di sporadici corsi di formazione non sono mai esistiti! BASTA offendere una tra le classi lavorative più tartassate, più malpagate e meno gratificate che esistano! BASTA con le menzogne ai cittadini che sono i destinatari finali dei tagli vergognosi, basta con il citare fantomatici risparmi effettuati dai tagli che non vengono M A I reinvestiti nella scuola (vedi i numerosi proclami della Gelmini, prima ancora i soldi destinati al concorsone per il merito mai effettuato ecc, tutti soldi accantonati verbalmente per essere reinvestiti nella scuola e poi scomparsi!!!!) BASTA con le menzogne e le volgarità con cui costantemente e regolarmente attaccano professionisti che lavorano e danno alla scuola tanto, ma tanto in più rispetto a quanto torna loro in termini di guadagno, rispetto e considerazione pubblica. Poiché lei non ha minimamente reagito alle falsità dette neanche per dovere di cronaca pur percependone la gravità ( ha detto di aspettarsi a proposito di quest'intervento fiumi di parole) mi aspetterei delle scuse, ma mi basta anche che lei rifletta su quanto ha taciuto e ne tragga le conseguenze. Quali? alla sua sensibilità e alla sua professionalità il diritto di scelta.
Laura Chiosi   

30) Caro Fabio,

spiace dover constatare, ancora una volta, la profonda ignoranza (intesa, letteralmente, come mancanza di conoscenza) a proposito del lavoro docente, dei luoghi fisici in cui si svolge, delle strumentazioni di cui dispone che gli organi di informazione rischiano di alimentare.

Anche trasmissioni meritorie come la tua stentano, quando si parla di scuola, a confrontarsi con la realtà evitando comodi luoghi comuni e la nefasta l’illusione – disgraziatamente condivisa anche dai nostri ministri, tecnici e non - di riforme strutturali del nostro sistema scolastico a saldo invariato (lèggi: a costo zero).

Gli insegnanti non sono "corporativi", non hanno "manipolato la giusta protesta dei propri alunni per opporsi all'aumento di due ore di insegnamento, negando ai propri studenti due ore in più di cultura e preparazione", come ha impunemente affermato il prof. (sic!) Monti.

A me, ad esempio, non dispiacerebbe affatto rimanere a scuola 40 ore e svolgere lì il mio lavoro; non mi farebbe orrore se il mio stipendio fosse adeguato a tale impegno, e se mi si fornissero le condizioni per assolverlo degnamente: una stanza, magari da condividere con altri colleghi, una scrivania, una sedia, la cancelleria, un computer. Magari un buono pasto o una mensa, come accade nei paesi civili. Ah, dimenticavo! Nei bagni risulterebbe epocale l’introduzione del sapone e, ma forse chiedo troppo, la carta igienica.
Claudio Tanari  

31) Gentile Signor Fazio, lei avrebbe dovuto sentirsi offeso in prima persona dalle parole che Monti ha usato nei confronti degli insegnanti, perchè sa, oggi il fango è stato gettato su di noi, domani potrebbe toccare a lei (e se mai il MEF dovesse ordinarlo, stia sicuro che non ci penserebbero due volte). Agli occhi dell'opinione pubblica, infatti, lei lavoro solo due giorni alla settimana, per le ore della messa in onda del suo programma. Per il resto, lei sta in panciolle e si gode uno stipendio neanche lontanamente paragonabile a quello di un'insegnante. Se da domani dovessimo raccontare questo, di lei, in tutte le nostre classi, quanto si sentirebbe (giustamente) mortificato, vilipeso e sminuito? Lei, che lavora solo sei ore alla settimana, Signor Fazio, non è stato in grado di spendere nemmeno una parola nei confronti di chi , quanto meno, lavora per tre volte tanto. Con buona pace del suo padrone che le sedeva di fronte.
Pina Bavuso

32) Gentilissimo Fabio Fazio,
sarebbe il caso che nella prossima puntata della Sua trasmissione Lei ospitasse un pensionato, un cassintegrato, un docente e un rappresentante di tutte quelle categorie di cittadini italiani travolti dal grande (si fa per dire) lavoro del presunto tecnico, invero politico, pessimo politico, da Prima Repubblica, Signor Presidente del Consiglio Mario Monti (lo chiamo signore perché visti i precedenti campani è meglio prostrarsi di fronte ai potenti) per consentire a noi comuni mortali di difenderci da accuse infondate ed odiose.
Come cittadino, e poi come docente, mi sento offeso per quanto dichiarato con leggerezza al termine della trasmissione, falsando la realtà dei fatti dal suddetto Signore che, in quanto a rappresentare interessi corporativi, credo, non sia secondo a nessuno.
Per quanto mi riguarda, sono dell'idea di non guardare più la Sua trasmissione, il Suo american talk show in sedicesimo (d'altra parte Milano non è New York), e farò di tutto per realizzare un bel passaparola, una sorta di contropubblictà virale affinché altri seguano il mio esempio (e so già di non essere il solo).
Anche se temo questa mail non andrà oltre, se andrà bene, la redazione, Le porgo i miei più cordiali saluti.
Prof. Pietro Volpones Propongo di lanciare una massiccia protesta, inondando di mail la redazione di Che tempo che fa.
Pietro Volpones

33) In quale paese europeo un primo ministro può andare impunemente a raccontare fesserie in tv senza poi essere cacciato a casa? Che delusione sei stato caro Fabio, stanno sfasciando la scuola togliendo continuamente risorse passandole alle private ed hanno la faccia tosta di rivoltare la realtà accusandoci di conservatorismo. Monti è un potente e difende i potenti, ormai è chiaro: Imu alla chiesa manco a parlarne, patrimoniale sui grandi capitali non sia mai, accordo con la Svizzera per tassare le grandi rendite non è possibile...; chi può difendere i cittadini e la SCUOLA PUBBLICA CHE E' UN BENE COMUNE? Sicuramente tutti noi ma soprattutto la buona informazione a cui sembrava tu fossi allineato fino a quando non hai deciso di Vespizzarti di fronte a Monti. Bastava dire: "Scusi presidente le ore sono 6 ed equivalgono ad 1/3 dell'orario di lavoro frontale" non era certo un gesto eroico!!!
Giuseppe Messineo

34) Sono veramente stanco di sentire capi di governo e ministri dell'Istruzione che da un lato dichiarano di credere fermamente nel valore formativo della scuola e che poi, all'atto pratico, dimostrano di non far nulla per legittimare questo assunto. La realtà è che da anni non c'è più un progetto pedagogico alla base di una riforma della scuola e, su questo dato, i pedagogisti dovrebbero riflettere, rimboccarsi le maniche e fornire un contributo concreto alla politica, del tutto incapace di elaborare un progetto culturale credibile. Penso che la scuola dovrebbe essere uno grande spazio nel quale gli studenti dovrebbero poter condividere gran parte della giornata, seguire le lezioni, partecipare al dialogo educativo, avere spazi per fare i compiti, avere dei computer e navigare su internet, svolgere attività di teatro, di musica, di laboratori di scrittura, attività sportive, studiare individualmente o in gruppo, essere seguiti nel recupero da insegnanti che a loro volta dovrebbero avere degli spazi propri in cui correggere i compiti, preparare le lezioni, mantenere un contatto continuo con gli studenti, sostenerli e preoccuparsi di loro. Non credo affatto che si tratti di un'utopia perché la formazione culturale che i greci chiavano paideia, favorisce l'acquisizione di una maturità esistenziale che produce benefici etico-pratici e previene patologie sociali con grande risparmio per lo Stato. Spendere bene nella scuola significa operare un investimento in un tempo relativamente breve....basta formare qualche generazione per poter percepire i relativi benefici!
Sergio Petrella

35) Caro Fabio...leggi tutti questi commenti del personale scolastico che dà l'anima per far funzionare un sistema che si cerca di far affondare in ogni modo...tu non lavori 3 ore alla settimana perchè le tue ore di lavoro "frontale" sono quelle che passi davanti ad una telecamera accesa. Nè tantomeno le mie ore lavorative settimanali sono 18 perchè corrispondono alle ore di lezione frontale trascorse in aula. Si sta cercando di sgretolare deliberatamente un'alleanza salda che si stava creando tra opinione pubblica e dipendenti scolastici, tra docenti, studenti e famiglie. Non succedeva da tempo e questo spaventa. L'informazione fa la differenza... perciò si sceglie di fare disinformazione per mettere le categorie dei lavoratori le une contro le altre. Ben fatto, Fazio. Grazie della collaborazione.
 Sara Pignatelli

36) Gent.mo Fazio,

mi sembra tutto un incubo: sono o no gli insegnanti della Scuola Pubblica a trasmettere il senso dello Stato, la storia di una Repubblica, il rispetto delle leggi? E dunque in nome di cosa vengono continuamente vilipesi dallo Stato stesso che loro, e non altri, difendono ogni giorno?

Lei non può nemmeno immaginare il dolore, sì il dolore, provocato dalle parole false, superficiali e sprezzanti pronunciate ieri nella sua trasmissione da un Presidente del Consiglio che, è sempre bene ricordarlo, nessuno ha votato e sta cambiando la vita di tutti i signor nessuno.
Vi è sfuggita la storia del docente suicida di Napoli di poche settimane fa? Devono forse essercene altri perché questo scempio di fermi?

Fra l'altro è bizzarro parlare così della scuola mentre contemporaneamente ci vogliono sensibilizzare al problema del "femminicidio" (bruttissima parola): non sono forse per lo più donne gli insegnanti? Non passa forse dal rispetto dei ruoli lavorativi -e non- quel senso di giusta considerazione e di relativa protezione nel contesto familiare e civile che una donna dovrebbe sentir come certo? Infangandone il lavoro siamo sicuri di non fare ulteriori danni anche in questo senso?

Un'insegnante ha recentemente trovato questa comunicazione sul diario di uno studente: "i genitori di XY lavorano 12 ore al giorno, non 18 la settimana, quindi non hanno tempo di venire a parlare con lei" . Peccato che lei si occupa di quel figlio e dei figli di tanti altri. Peccato che lei dopo aver passato "solo" 18 ore coi ragazzi (e crediamo che sia facile? volete provare? immaginate anche solo lontanamente come ci si sente dopo aver passato 5 ore al giorno con un centinaio di adolescenti diversi alla volta?), passa tutte le altre ore a pensare a loro e a lavorare per loro, domeniche comprese, perché, nonostante sia stanca, a volte delusa, incavolata, sconvolta o preoccupata, li considera preziosi e questo è più importante.

Misuratele le ore di lavoro dei prof, dotateli di cartellino e teneteli a scuola fino alle 19, come è possibile fare negli altri paesi perché ci sono ambienti e materiali appositi. Poi misuratele anche mentre cenano, mentre vanno in libreria, mentre navigano su internet o guardano la tv perché la mente mai si stacca da loro, dal cercare, vagliare, scegliere i contenuti e le parole per loro.
Chiara Grenzi


37) Caro Fabio, 
siamo sconcertati. Sì, tu l’hai previsto subito: le parole di Monti avrebbero provocato un bel po’ di polemiche... Ma forse “polemica” non è la parola giusta. Meglio parlare di “sconcerto”. Come è possibile, ci siamo chiesti sgranando gli occhi e spalancando le orecchie, quasi increduli, come è possibile che - dopo settimane in cui abbiamo tentato in diverse sedi e in diversi modi di far capire, di far conoscere la situazione in cui versa la scuola italiana - il Presidente del Consiglio possa ridurre il tutto alla critica che gli insegnanti non vogliono fare due (due?!?...) ore in più di lezione, le quali "gioverebbero alla didattica"?
Siamo amareggiati e anche piuttosto arrabbiati. Sono state scritte e spedite ai giornali, alle trasmissioni radio, pubblicate via web lettere bellissime, accorate, di docenti che parlavano della loro quotidianità, del lavoro sommerso, della fatica, dell’impegno. Sono state fatte assemblee, sono stati prodotti documenti dei collegi docenti, siamo andati in piazza, abbiamo fatto flashmob, inventato slogan, corretto verifiche in piazza... Poi il provvedimento delle 24 ore è stato stralciato, ma molti di noi hanno capito che bisognava andare oltre questo singolo punto, mirare a una richiesta di riqualificazione di una professione troppo a lungo denigrata: stavamo tentando di far capire che questa era solo la punta dell’iceberg. Stavamo tentando di far capire quanto malessere ci sia in un mondo, quello della scuola, di cui già da anni sembra non importare granché a nessuno, pur essendo il mondo in cui si formano i figli di questo Paese e di conseguenza si decide del suo futuro. Stavamo cercando di far ascoltare, prima di tutto alla società, ai genitori, poi alla politica, al governo, la nostra voce, diventata ultimamente troppo flebile, incapace di fermare la deriva dei tagli massicci che hanno dissanguato la scuola. Evidentemente non ci siamo riusciti nemmeno questa volta, a farci capire, se il nostro presidente del consiglio può liquidare una questione così fondamentale come quella dell’istruzione con le due o tre battute pronunciate nell’intervista a Chetempochefa.
Per favore, visto che il prof. Monti è stato tuo ospite, cerca di fargli recapitare questa lettera. Non vogliamo parlare in prima persona, per rispondere alle sue parole.
Facciamo parlare l’autorevole OCSE, con stralci copiati e incollati direttamente dall’ultimo rapporto “Education at a glance” e riflettendo sul fatto che i dati analizzati sono precedenti ai tagli del ministro Gelmini, che hanno se possibile peggiorato ulteriormente la situazione:

Education at a glance 2011 (Uno sguardo sull’Istruzione) - Nota paese – Italia
In Italia, la percentuale del PIL destinata all’istruzione è una delle più basse di tutti i Paesi OCSE.
Nel 2008, l’Italia ha speso il 4,8% del PIL per l’istruzione, ovvero 1,3 punti percentuali in meno rispetto al totale OCSE del 6,1% (posizionandosi al 29 posto su 34 Paesi).
In Italia, tra il 2000 e il 2008, la spesa sostenuta dagli istituti d’istruzione per studente nei cicli di livello primario, secondario e post-secondario non universitario è aumentata solo del 6% (rispetto alla media OCSE del 34%). Si tratta del secondo incremento più basso tra i 30 Paesi i cui dati sono disponibili (Tabella B1.5).
Gli insegnanti delle scuole secondarie inferiori raggiungono, in media nei Paesi OCSE, il livello più alto della loro fascia retributiva dopo 24 anni di servizio, mentre in Italia, ciò avviene solo dopo 35 anni di servizio (Tabella D3.1).
Nei Paesi OCSE, tra il 2000 e il 2009, gli stipendi degli insegnanti sono aumentati in media del 7%, in termini reali, ma in Italia sono leggermente diminuiti (-1%) (Tabella D3.3).
Gli stipendi relativi degli insegnanti della scuola primaria, secondaria inferiore e secondaria superiore sono bassi in Italia, dove essi guadagnano meno dello stipendio medio di altri professionisti con livello d'istruzione terziaria. Gli stipendi degli insegnanti sono di circa il 40% inferiori agli stipendi di lavoratori con livello d'istruzione comparabile (Tabelle D3.2).
http://www.oecd.org/education/highereducationandadultlearning/48669804.pdf

Non siamo noi che manipoliamo gli studenti: sono gli studenti che ci vedono tutti i giorni all’opera, nonostante le condizioni spesso estreme in cui si deve lavorare, che hanno capito che la scuola va difesa, non contro, ma con gli insegnanti.
Loro, sì, l’hanno capito.
Cordialmente
Paola Garreffa

38) Egregio Senatore a vita Monti,

averla sentita l’altra conversare amabilmente con l’acquiescente Fabio Fazio mi ha indignato, offeso e mortificato profondamente.Lei, nelle vesti di Presidente del Consiglio, ha affermato che le politiche scolastiche tese all’investimento sarebbero state bloccate dalla resistenza degli insegnanti, indisponibili a lavorare 2 ore in più l
a settimana a parità di stipendio. Sono rimasto avvilito perché già immaginavo quello che sarebbe successo: un’impennata del suo indice di gradimento, visto che, epigono ad esempio, del pessimo Renato Brunetta, sbugiardava una volta di più quegli imboscati nullafacenti che lavorano solo 18 ore. Immaginavo anche (ma era facile) la scontata, ovvia ondata di persone che si sono precipitate sul web a vomitare ingiurie e improperi su una realtà che dimostrano di conoscere soltanto attraverso le chiacchiere da bar e interventi menzogneri e fuorvianti quale è stato il Suo. Naturalmente l’intervistatore ben si è guardato dal dire che le ore non erano due, ma sei o che l’aumento orario sarebbe stato un inaudito 33%, o che un docente italiano ha un impegno di servizio assolutamente in linea con la media europea; voglio immaginare che tale astensione non sia dovuta ad una conduzione servile della trasmissione, ma al fatto che queste sono cose che Lei ben conosce. Ma ciò che mi ha più disgustato è stato il chirurgico proseguire nel suo rivoltante intervento; Lei, che appartiene al più corporativo dei mondi possibili (quello bancario), ha dato dei corporativi agli insegnanti, che rappresentano, invece, una delle categorie più vilipese e sbertucciate di questo Paese. Ha dato del corporativo a quel mondo che ha sopportato, negli anni, un devastante taglio in termini di finanziamenti e di risorse logistiche e umane, taglio condito da una costante denigrazione di chi, nella Scuola e per la Scuola, lavora con dignità e serietà. Di più, mi ha francamente indignato averLa ascoltata, Lei, il responsabile del governo di questo Paese, mentre lascia intendere che sì… gli studenti fan bene a protestare (anzi!), ma ascoltassero lui: dovrebbero protestare contro i loro stessi docenti, contro quei cattivi maestri che – corporativi come sono – usano i ragazzi per “non adeguarsi ad un mondo più moderno”. Certo, non devo dirlo io: una persona abituata a far la voce grossa con Microsoft e a trattare con la cancelliera di ferro, sa bene dove vuole andare a parare quando dice le cose; intendiamoci: non che questo sia garanzia di verità, ovviamente… tutt’altro. Ma Lei conosce bene il significato delle cifre e se dice “due” anziché “sei”, se fa intendere che nella scuola si manipolano gli studenti, che il male sta tutto negli insegnanti che non vogliono adeguarsi al nuovo che avanza, allora ci si deve chiedere: dove vuole andare a parare? Cosa vuole ottenere? In questo suo intervento, ripeto: chirurgico, Lei ha gettato un’altra ondata di fango sui docenti; che squallore, che pochezza morale, che laida menzogna servita a mò di verità! Certo Lei, con questa rivoltante allusione, punta ad evitare che gli studenti e le famiglie si uniscano ai docenti per reclamare una politica scolastica più consona ai più profondi bisogni di questo Paese, che riesca a restituire un po’ di quel futuro che le dissennate amministrazioni che l’hanno preceduta (unitamente a quel mondo da cui Lei proviene) hanno smantellato. Ciò che vuole nascondere è una verità palese e diversa: Lei e altri prima di Lei hanno considerato la Scuola soltanto come un comparto per fare cassa, salvaguardando e privilegiando ben altre lobby e corporazioni che non quella dei docenti, speculando soprattutto sui giovani ai quali si darà meno qualità nell’istruzione. Finchè argomentazioni come le sue venivano dall’ex (per fortuna) Ministro Gelmini, le si attribuiva il peso che avevano: praticamente il nulla. Questa volta è diverso; non perché Lei abbia detto la verità, come sappiamo bene in molti, Lei per primo! La Sua autorevolezza, anche in campo internazionale, infatti è ben diversa da quella che (non) aveva chi l’ha preceduta. Il Suo intervento è stato vigliacco e infame, vigliacco perché condotto attraverso il servizio pubblico e senza interlocutorio, infame perché attraverso ben calibrate menzogne ha contribuito a radicare un’immagine distorta e ulteriormente svilita di chi lavora nella Scuola. Quel Suo cinico argomentare, quel maramaldeggiare, quel mentire smaccatamente da una posizione di forza mi hanno deluso e prostrato. Ma solo per poco… come Lei sa, “anche le formiche, nel loro piccolo, si incazzano”. Con profonda, profondissima disistima.

Prof. Giuseppe Gurnari

39) Lettera Aperta al Prof. Monti da Parte di Alcuni Docenti del Liceo Scientifico "Archimede" di Acireale


 Il premier Mario Monti, nell’intervista rilasciata nel corso della puntata del 25 novembre 2012 della trasmissione Che tempo che fa, ha dichiarato che uno dei deterrenti al rinnovamento della scuola sta nel conservatorismo della classe docente che  si sarebbe rifiutata di estendere il proprio orario di lavoro di sole due ore settimanali.
Vorremmo informare il premier che OGNI GIORNO - e non ogni settimana - TUTTI gli insegnanti svolgono ALMENO due ore di lavoro extra rispetto alle ore di insegnamento in aula. Alcuni esempi:

  • Preparazione delle lezioni frontali (rilevamento delle esigenze formative degli studenti, scelta e organizzazione del materiale da presentare in aula, interventi individualizzati a secondo dei livelli presenti in classe e anche per alunni con DSA)
  • preparazione di materiale multimediale di supporto
  • preparazione delle verifiche in itinere e delle verifiche di valutazione sommativa (la prova scritta è prevista ormai  per tutte discipline in vista delle prove d’esame, e non solo per quelle discipline che riconoscano la prova scritta o grafica come peculiare)
  • correzione delle prove scritte e delle prove pratiche
  • aggiornamento e auto-aggiornamento,
  • correzione delle prove INVALSI
  • esame critico delle fonti
  • vaglio dei manuali scolastici
  • predisposizione dell’attività laboratoriale
  • concertazione con i colleghi dei consigli di classe (mediamente ogni insegnante opera su quattro/cinque consigli di classe e ricopre mansioni di coordinatore o segretario) e del dipartimento disciplinare
  • colloqui con le famiglie in orario mattutino (diciannovesima ora non riconosciuta)
  • accompagnamento in visite guidate e viaggi d’istruzione

Si tratta di ore funzionali all’adempimento della professione docente che negli anni si sono rese necessarie in quantità sempre crescenti per via dell’adeguamento non solo alle mutate condizioni storico-sociali, ma alle continue riforme dei programmi e dei curricula, nonché all’aumento del numero degli alunni per classe e del numero di classi su cui ciascun insegnante si trova ad operare.
Queste considerazioni ne implicano di ulteriori sul piano del monte-ore pomeridiano. Le “quaranta ore” che ciascun docente è tenuto a garantire nel corso dell’anno scolastico per attività di consigli di classe, collegi docenti, ricevimenti scuola-famiglia, si sono moltiplicate senza controllo con il moltiplicarsi di classi e numero di studenti per insegnante nonché di attività di programmazione ed aggiornamento divenute indispensabili (vedi riunioni dipartimentali, stesura di test d’ingresso per le prime, stesura del “documento del 15 maggio” etc.).
Senza contare – perché qui davvero ogni conto sarebbe impossibile e inopportuno – le ore extracurriculari che ciascun insegnante dedica al dialogo e all’ascolto dei propri studenti anche fuori dalle aule.
Questo lavoro – TUTTO QUESTO LAVORO – non è MAI stato riconosciuto; eppure è attraverso di esso che si esplicita e si forgia la professionalità del docente, di cui le diciotto ore curriculari sono solo una manifestazione, la più vistosa benché insufficiente (ciascun insegnante lamenta l’esiguità del proprio monte-ore curriculare, ritenendolo inadeguato allo svolgimento della mole di lavoro che i programmi e le richieste non solo ministeriali ma, si vorrebbe dire, storiche, impongono).
Gli insegnanti non si rifiutano – in nome di un conservatorismo astorico e lobbistico – di fare delle ore settimanali  in più: gli insegnanti quelle ore in più le fanno già, quotidianamente e da sempre, e a titolo completamente gratuito! Gli insegnanti si rifiutano piuttosto di avallare l’ennesimo mortificante attacco alla loro professionalità e alla dignità della loro professione e il misconoscimento del loro instancabile lavoro sommerso, chiedendone piuttosto il riconoscimento anche giuridico, il rilancio, la gratificazione sociale ed economica. L’adeguamento dell’orario di lavoro a quello di altre amministrazioni (8-14) sarebbe auspicabile, ma laddove QUEL lavoro sommerso venisse riconosciuto, quantificato, inserito adeguatamente in un contratto, e non dato per scontato. Se davvero ciascun insegnante si limitasse a svolgere le sue diciotto ore settimanali, la scuola avrebbe chiuso battenti già da un pezzo, venendo meno la peculiarità di ogni insegnamento, che è nella professionalità e nell’aggiornamento disciplinare di chi insegna, vittima di politiche scolastiche spesso volte alla standardizzazione del sapere, all’aziendalizzazione dell’istituzione scolastica.
Non è usando i docenti come capro espiatorio che si risolveranno i problemi della scuola, ma attuando quelle riforme che ne sosterranno la formazione e l’operato, mettendoli nelle condizioni di rispondere alle esigenze crescenti degli studenti, che sono e restano il fulcro dell’insegnamento e non certamente – come è stato oltraggiosamente dichiarato – oggetto di strumentalizzazione.

A conferma di ciò, desideriamo sottolineare che lo sciopero del 24 novembre 2012 e altre possibili manifestazioni di dissenso e protesta che hanno avuto e potranno avere luogo, non hanno trovato un freno nella riapertura della contrattazione dei sindacati, legata alla rivendicazione degli scatti di anzianità, peraltro da pagarsi con l’utilizzo del Fondo d’Istituto. Esso è infatti destinato al miglioramento del servizio offerto ai nostri studenti: non ci stiamo a passare per opportunisti, pronti a ledere gli interessi degli studenti per il nostro meschino tornaconto.

I docenti del Liceo Scientifico “Archimede” Acireale
Luisa Mirone, Paola Lizzio, Giuseppina Messina, Elisa Maugeri, Gabriella Caltabiano, Antonina Strano, Mariagiovanna Massimino, Giuseppe Patti, Caterina Di Mauro, Caterina Giordano, Antonio Hans Di Legami, Teresa Urzì, Mariachiara Pagano, Piera Cariola, Aldo Scuderi, Maria Leonardi, Claudia Bonomo, Loredana Marino, Giovanna Scuderi, Graziella Madaudo, Letizia Rizzo, Vincenzo Russo, Anna Mancari, Cristina D’Ambra, Danilo Giuffrida, Lucia Aleo, Angela Anastasi, Teresa Vespucci, Maria Grazia Tomaselli, Marcello Falco, Giuseppe Vasta, Rosanna Costarelli, Elisabetta Scuto, Patrizia D’Arrigo, Antonino Zanghi, Santo Daniele Spina, Giuseppa Gulisano, Rosaria D’Anna, Rossana Indelicato, Stefano Messina, Silvana la Pinta, Graziella Romeo, Maurizio La Ferla, Agata Motta e Pina Gulisano. 

40) Egr. On. Monti,
non so da quale mondo lei provenga,quale realtà italiana l’abbia partorita facendola diventare da un giorno all’altro il protagonista di questa fase critica della vita del nostro paese.
Non so se la sua improvvisa designazione a Presidente del Consiglio sia il prodotto della finanza, della politica, dell’industria italiana oppure, com’è più probabile, lei è l’uomo che i poteri forti hanno scelto per salvare l’Italia dal tracollo economico.
Certamente il suo mondo è lontanissimo dal mio.

Io sono uno dei tanti,anonimi e screditati insegnanti di scuola superiore. Non mi sento parte di una corporazione, come lei ha definito la nostra categoria, nel corso della trasmissione Che Tempo che Fa di domenica sera. Ho sempre pensato che le corporazioni in Italia avessero interessi ben più grossi e differenti dai nostri da difendere, pensavo non a caso alla finanza,all’industria,alla sanità e a talune ben proficue professioni che qui sarebbe oltremodo lungo elencare.

Resta comunque difficile credere che insegnanti che guadagnano in media 1500 euro, che hanno sulle spalle anni e anni di infelice precariato possano costituire un’arcigna corporazione che per giunta sarebbe in grado di imporre, come lei ha chiaramente voluto lasciare intendere, le proprie ragioni al suo governo,al pari di forze dotate di ben altri poteri contrattuali.

Sig.Presidente le sue accuse superano il limite della nostra pazienza che, chi conosce veramente il nostro lavoro, sa che è già alta, anzi altissima.

A lei però non è bastato definirci corporativistici ha poi voluto alzare ancora il tiro come si fa nei confronti di un vero nemico.
Mi permetta a proposito di ricordarle le parole con le quali lei ha concluso il suo indimenticabile intervento televisivo per la parte che riguardava gli insegnanti,
Lei ha affermato,sig. Presidente, che per difendere i nostri privilegi abbiamo mosso migliaia di studenti, spingendoli a scendere in piazza,ad occupare gli istituti a inscenare proteste e inventare slogan di dissenso come li abbiamo visti in tv in questi giorni.
E’ come se dietro il diffuso e non certo nuovo malcontento di tutto il mondo dell’istruzione pubblica, studenti compresi, vi fosse nient’altro che la manovra di noi docenti ostinati a conservare i nostri invidiabili privilegi e che pur di non lavorare due ore in più(sue testuali parole) siamo pronti ad inventarci che la scuola italiana sta andando allo sfascio per mancanza di risorse finanziarie di educazione e volontà politica.

Mi perdoni,sig. Presidente, se insisto su questo punto. A me risulta che l’Italia intera è alla frutta perché finora abbiamo avuto una classe dirigente che ha attinto alle casse dello stato come da un inesauribile e spesso personale salvadanaio.
Lo stesso attuale parlamento con il quale lei ha comunque dovuto scendere a patti è un crogiuolo di interessi particolaristici e in molti casi illeciti. Basti pensare al numero di inquisiti che ogni giorno siedono impunemente tra i banchi e ai quali qualche volta avrà pur dovuto stringere la mano.
Se lei con le sue parole, amplificate dalla televisione, ha voluto suscitare nell’opinione pubblica italiana ulteriori diffidenze verso di noi probabilmente con il suo linguaggio laconico e sentenzioso c’è riuscito.

Da oggi saremo oltretutto anche manipolatori della coscienza dei nostri studenti e sabotatori di giuste e democratiche iniziative di legge. Non so però se in questo momento nella lista nera degli italiani ci sia posto anche per noi,forse bisognerà che l’Italia diventi un paese normale, che si concludano i tanti processi ai parlamentari inquisiti, che si restituisca il maltolto e che si formi finalmente una classe politica onesta ed altruista.
Nel frattempo noi resteremo dietro le nostre cattedre a fare insieme agli studenti il punto della situazione nonostante alcuni consigli provinciali prima di scomparire abbiano minacciato di tagliarci i riscaldamenti.
L’inverno tanto, come la famosa nottata di Eduardo, dovrà pur passare.

Giuseppe Bettoliere dell'IIS Galilei-Sani di Latina

41) Signor Presidente del Consiglio
Un anno fa ho salutato con fiducia l’avvento del suo governo , nella speranza che persone competenti ed oneste potessero servire un paese che si diceva stesse per “ bruciare”, come era accaduto ad altre nazioni europee. Le prime iniziative del suo governo hanno coinvolto le pensioni , allungando la vita lavorativa di molti, non più giovani, ed ipotecando il futuro lavorativo di molti giovani.Successivamente il suo governo ha pensato di modificare l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori limitando i diritti dei lavoratori licenziati ingiustamente. Nel frattempo aumentavano le cifre di coloro che si venivano a trovare senza pensione e senza lavoro , cioè senza un reddito, così come aumentava il nostro debito pubblico , ma si stabiliva che il pareggio del bilancio diventava obbligo costituzionale nel 2013. Quindi si sono resi necessari nuovi interventi dolorosi , a partire dalla “spending review” ( revisione della spesa ) estiva , che sarebbe poi stata incorporata nella “ legge di stabilità” ( cioè la legge finanziaria annuale , il bilancio dello stato). Tra i nuovi interventi il suo governo ha pensato di aumentare per legge l’orario di servizio dei docenti ( 6 ore settimanali a cui si aggiungono tutte le funzioni connesse) , di non pagare le ferie ai docenti supplenti, di ridurre i finanziamenti statali alle scuole pubbliche , di erogare consistenti finanziamenti pubblici alle scuole paritarie, di ridurre ai finanziamenti alla ricerca scientifica, di ridurre i finanziamenti del SSN per i malati di SLA …
E’ stato detto dal suo Ministro delle Finanze che queste misure potevano essere modificate , a patto che si mantenessero i saldi in ogni settore.
Ieri sera , in margine alla Sua intervista al Sig. Fazio , in occasione della presentazione del volume sull’Europa che ha curato insieme all’Onorevole Coulard, Lei affermava che nel nostro paese “ bisogna migliorare l’organizzazione di tutto ciò che è cultura” e che a questo proposito “ in alcune sfere del “ personale “ Lei ha trovato un “ grande spirito conservatore “ e una “ grande indisponibilità a fare due ore in più per liberare risorse” ; e aggiungeva che i giovani sono quelli che sono più in “ credito” ed hanno ragione a protestare , soprattutto se lo fanno civilmente , ma vi sono troppi “corporativismi che usano i giovani per perpetuarsi e non adeguarsi ad un mondo più moderno”.
Il sentimento suscitato dalle Sue parole è al tempo stesso di rabbia e sgomento.
Se i giovani sanno proporre le loro ragioni con civiltà è anche grazie agli adulti che ne curano la formazione, e tra questi vi è la scuola con i suoi pregi e difetti . Da qualche secolo in Europa la Democrazia si fonda su un “ patto sociale” che si articola in regole e leggi ; nessuno è al di sopra della legge ed il patto va rispettato da tutti i contraenti e, per modificare il patto ed il contratto che lo governa, bisogna seguire le regole , altrimenti subentrano la violenza , la sopraffazione, l’arbitrio; questo si cerca faticosamente di insegnare e far rispettare ai ragazzi. Nel voler imporre un aumento dell’orario di servizio ( di sei ore , sia detto per inciso), e tutto ciò che ne consegue , si è venuti meno ad un principio costituzionale e contrattuale ; nessun Ministro del suo Governo ha mai affermato di volerlo fare per “ liberare risorse” , ma per risparmiare risorse che, oltre ad appesantire il lavoro individuale ( al di là di quanto previsto in ogni paese europeo, si vedano i dati di Eurydice), impedivano ad altri docenti di lavorare . Le risorse venivano quindi mutilate in ogni senso. Nessuno , prima che lo dicesse Lei, ha mai affermato, inoltre, che questo sarebbe servito a “ migliorare l’organizzazione di tutto ciò che è cultura” . Nel mondo della scuola , che Lei dovrebbe conoscere a fondo , si vede molto bene come opera quotidianamente quel patto tra le generazioni che consente ad una società di crescere , che è il contrario del corporativismo citato, perché ciascuno vi agisce come lavoratore , come genitore , come cittadino e come cittadino in formazione , con la fatica , con la fantasia e con molta pazienza , virtù italiche per definizione; ci si rimbocca le maniche anche per colmare i tanti vuoti a cui le istituzioni non sono in grado di far fronte ; per queste ragioni mi consenta di dirLe che le Sue affermazioni, pronunciate nella trasmissione “ Che tempo che fa” del 25 /11/2012, sono inaccettabili e offensive della dignità della nazione che Lei governa , per il semplice motivo che misconoscono la realtà , in quanto “ il credito “ che i giovani vantano nei confronti della società potrebbe cominciare ad essere risarcito confermando il primato del diritto all’istruzione e alla dignità del lavoro di tutte/i e per tutte/i , condizioni imprescindibili per essere cittadini liberi e consapevoli. Mi rincresce dirLe che sono delusa e amareggiata ma continuerò, come fanno moltissime e moltissimi, a fare del mio meglio , nonostante tutto.

Cordialmente Sandra Rusca ( docente IMS “ G.Bruno” Roma)