IMU: una proposta che metterebbe tutti d’accordo

  La campagna elettorale è iniziata e ciascun contendente ha già calato i propri assi raccolti in più o meno fantasiose “Agende”.  L’argomento che, anche questa volta, tiene banco è l’IMU, la famigerata tassa sugli immobili che, 5 anni fa, Berlusconi usò per spingere la propria rielezione. Anche questa volta è diventato il suo cavallo di battaglia e, vista l’avversione degli italiani per tale tassa, avrà ottime probabilità di successo. D’altro canto gli avversari continuano imperterriti a propagandare questa tassa come la salvatrice delle finanze italiane e a tacciare chi non è d’accordo di voler portare l’Italia sull’orlo del baratro. A mio parere tutti e due hanno delle buone motivazioni, Berlusconi nel dire che la prima casa è sacra, Monti e tutti gli altri nel dire che c’è bisogno di soldi.
Ma, mi chiedo, tra il tutto e il niente non potrebbe esserci il “Qualcosa”?
  La prima casa è sacra, siamo d’accordo, ma equiparare chi ha case di 50 mq. con chi vive in 200 mq. non è giusto. Esistono generici quanto risibili sgravi per  chi ha dei figli a carico, per altro legati all’età, che non fanno assolutamente giustizia.
  Allora, io credo che sia giunto il momento di riconsiderare la prima casa con parametri diversi introducendo il concetto di “spazio vitale” che non dovrebbe essere assolutamente tassato. Quanto può essere grande questo spazio vitale per essere equo? In prima approssimazione penso che 50mq. per un single, 80mq. per una coppia, 100mq. per tre persone, 110 per 4 persone e 10 mq. per ogni successivo abitante sarebbe giusto. Il numero di abitanti, inoltre, dovrebbe essere legato alla residenza e non all’età. I 50 mq. per il single non sono un premio ma la considerazione che ci sono spazi accessori (bagno, cucina, corridoi) che non possono essere considerati nell’insieme. Le famiglie numerose in questo modo non verrebbero tassate. C’è poi da studiare l’incidenza delle pertinenze ma questo è un lavoro che lascio ai più esperti.
  Quanto tassare l’eccedenza dei metri quadrati oltre lo spazio vitale della prima casa?
Poiché non si può considerare né prima casa né seconda casa dovrebbe essere introdotta un’aliquota a metà tra l’una e l’altra, io credo che, sommariamente, un 7,5 per mille sarebbe giusto, andando anche a coprire il mancato gettito derivante dalla parte esente.
  Questa proposta potrebbe mettere d’accordo tutti: Berlusconi che vedrebbe salvato il principio dell’intassabilità della prima casa, Monti che vedrebbe il gettito ridotto non di molto e soprattutto gli italiani che si sentirebbero maggiormente rispettati dai politici.
  Ultima considerazione, se venisse accolta questa proposta da tutti gli schieramenti si sgombrerebbe il campo da un argomento che per l’ennesima volta sta monopolizzando il dibattito politico, l’IMU, trasformando le elezioni politiche in un referendum pro o contro di essa. Si tornerebbe finalmente a parlare di cose più urgenti quali: il lavoro, la scuola, la sanità e il welfare.

Stefano Ponis