google.com, pub-4358400797418858, DIRECT, f08c47fec0942fa0 TUTTOPROF. google.com, pub-4358400797418858, DIRECT, f08c47fec0942fa0

Orientamento alla scelta universitaria

Andare all’università? Sì, ma quale? I percorsi universitari sono una giungla! E poi, per decidere, è meglio seguire il cuore o la ragione? I tuoi dubbi sono normali. Per questo è nato AlmaOrièntati, il percorso di orientamento alla scelta universitaria messo a punto dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea. Grazie alla collaborazione di un team di esperti e ai suggerimenti delle migliaia di diplomati che, prima di te hanno sperimentato il percorso, potrai orientarti e fare la scelta giusta per il tuo futuro lavorativo. Ricorda: un quinto dei giovani che si iscrive all'Università si ritira dopo il primo anno proprio a causa di un orientamento approssimativo!

AlmaOrièntati rappresenta un'importante occasione per documentarti. Le informazioni fanno riferimento a studi accreditati in Italia e in Europa e alle indagini AlmaLaurea, con particolare riguardo all'esperienza concreta, di studio e di lavoro, compiuta dagli studenti universitari che ti hanno preceduto. AlmaOrièntati non è un nuovo "passatempo per l'estate": per gli obiettivi che ti propone di raggiungere, richiede la tua attenzione per almeno 15 minuti.


AlmaOrièntati è un percorso articolato in quattro tappe:
  1. Individua i tuoi punti di forza
  2. Conosci il sistema universitario e il mercato del lavoro? Prendi confidenza con alcune delle loro caratteristiche.
  3. Cerca il tuo corso di studio. Individua i corsi di laurea in base alle materie di studio che più ti piacciono.
  4. Che cosa vuoi fare da grande? Sei una formica ambiziosa o un aquilotto alpino? Valuta le tue aspirazioni lavorative per scegliere meglio il percorso universitario.

Alla fine ti sarà restituito un profilo personalizzato. È orientativo, naturalmente! Ricorda che nessuno può dirti con assoluta certezza qual è la scelta migliore per te. Rispondendo alle domande, potrai ricevere alcuni suggerimenti che ti saranno utili per prendere una decisione, magari consultando l'ufficio orientamento della tua futura Università.


fonte: almalaurea.it

Allergie a scuola, bimbi a rischio


Sono aumentate di sette volte negli ultimi dieci anni le reazioni allergiche che potrebbero essere letali nei bambini, come l'anafilassi. E un terzo degli shock allergici nei bambini si manifestano per la prima volta a scuola con insegnanti largamente impreparati. Più a rischio le uova, il latte di mucca e le noccioline.
L'Accademia Europea di Allergia e Immunologia Clinica (EAACI) ha lanciato una campagna contro le allergie alimentari il cui scopo è quello di aumentare la consapevolezza circa il rapido aumento degli episodi di anafilassi nei bambini, una reazione allergica severa e potenzialmente a rischio morte, educando le persone a riconoscere i sintomi e ciò che li provoca oltre che insegnando gli interventi in emergenza come ad esempio l'utilizzo della penna adrenalinica.
Il primo elemento di questa campagna - spiega Cezmi Akdis, Presidente EAACI - è il lancio degli Standard minimi internazionali per i bambini allergici a scuola che stabilisce i requisiti di base per la sicurezza . Un terzo di tutte le reazioni allergiche più gravi si verifica durante le ore scolastiche dove i bambini sono esposti a nuovi cibi e al rischio di venire a contatto con alimenti che potrebbero scatenare queste reazioni“.

Educazione a Scuola con "ilgustofascuola"

L'industria alimentare italiana ha finanziato per oltre un milione di euro due cicli di corsi rivolti ai referenti regionali e provinciali e ai docenti delle scuole secondarie di primo grado tenuto da storici dell'alimentazione, dirigenti scolastici, dietologi, tecnologi, esperti di diritto alimentare - coinvolgendo circa 900 docenti nel primo ciclo svoltosi lo scorso gennaio e altrettanti in quello che si terrà il prossimo gennaio -, l'implementazione di strumenti digitali e tecnologici a supporto della didattica - in primis il sito www.ilgustofascuola.it - e la partecipazione di migliaia di studenti alla quinta edizione di Apertamente - il gusto fa scuola.

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Aprea: in Lombardia mancano 700 DS


Nelle scuole lombarde l'anno prossimo ci sarà una vera e propria emergenza dirigenti scolastici visto che rimarranno vacanti 700 posti. A denunciarlo è l'assessore regionale all'Istruzione e formazione, Valentina Aprea, nel corso di un incontro con i giornalisti.
Aprea ha criticato il congelamento del concorso per dirigenti scolastici (che ha in pratica privato la Lombardia di 355 vincitori e 406 idonei): “Oggi abbiamo 440 reggenze, posti che per la maggior parte sarebbero stati coperti con il concorso congelato, l'anno prossimo con i nuovi pensionamenti rischiamo di avere 700 posti vacanti”.
Per questo Aprea non solo ha auspicato che sia accolto il ricorso per sbloccare il concorso, ma ha anche chiesto una nuova selezione per la Lombardia.
L'assessore all'Istruzione ha poi presentato la delibera, approvata oggi dalla Giunta, sulla razionalizzazione della rete scolastica lombarda per l'anno scolastico 2013-14. Rispetto alle 1.224 autonomie scolastiche esistenti nell'anno 2012-13 si passerà a 1.151, con una riduzione di 53, tenuto conto che 20 nuove autonomie saranno destinate ai centri provinciali per l'istruzione degli adulti. Aprea ha spiegato: “Abbiamo chiuso il dimensionamento nel rispetto dei costi standard”, la Lombardia infatti ha un rapporto medio di studenti per autonomia scolastica che supera le mille unità, a fronte di una media nazionale di 860. Inoltre le decisioni sono state prese sempre di concerto con il territorio: "Non abbiamo mai agito d'imperio, sono stati ascoltati i territori secondo il metodo della sussidiarietà".

Graduatorie di Istituto del personale docente precisazione del MIUR del 14/12/12

Il MIUR ha fornito con nota prot. 9582 del 14 dicembre 2012 precisazioni in merito alle graduatorie di istituto del personale docente.

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Il Blog va a Scuola

E-book di Romolo Pranzetti (120 pag.) sulle potenzialità del blogging come strumento didattico.

Guarda l'ebook pdf

Ipotesi di Accordo per le RSU Scuola


Si comunica che in data 22 novembre 2012 è stata siglata, in attuazione dell’Accordo quadro del 7 agosto 1998 per la costituzione delle RSU, una specifica ipotesi di accordo per il comparto Scuola.  Tale Ipotesi  consente di adeguare  la normativa vigente  alla particolare situazione determinatasi nel settore della Scuola a seguito dei processi di dimensionamento delle istituzioni scolastiche, nell’ottica di rispettare il principio dell’unicità della RSU  e, al tempo stesso, garantire la stabilità della stessa.

Permessi Legge 104/92


L'art. 24 della legge n. 183/2010 (il cosiddetto "collegato lavoro") ha introdotto l'obbligo della comunicazione al Dipartimento della Funzione Pubblica dei dati relativi ai permessi fruiti dai dipendenti pubblici in base alla legge n. 104/1992 (l'assistenza alle persone disabili). Tale comunicazione deve essere inviata entro il 31 marzo di ogni anno da parte di tutte le Pubbliche Amministrazioni.

Per garantire il monitoraggio e il controllo sul legittimo utilizzo di tali permessi, le informazioni vengono raccolte in un'apposita banca dati che lo stesso Dipartimento ha realizzato negli ultimi mesi. Grazie a questa è possibile conoscere l'identikit dei reali fruitori dei benefici previsti dalla legge 104/1992, verificarne l'entità e le forme di utilizzo, indirizzare i benefici direttamente sui disabili, evitare abusi e al tempo stesso semplificare il rapporto tra disabili e Pubblica Amministrazione, ottimizzando i provvedimenti di riforma all'esame del Parlamento.

Nell'ottica della trasparenza totale, questi dati sono oggi liberamente consultabili da parte di tutti i cittadini, sia pure nel rigoroso rispetto della privacy. Si tratta di un primo passo verso l'Open Data di origine anglosassone: quella trasparenza reale che consente di conoscere veramente la Pubblica Amministrazione e che favorisce tra l'altro anche l'elaborazione delle informazioni - tramite diverse chiavi di lettura - da parte di professionisti, ricercatori e studiosi. I dati raccolti interessano infatti una serie di elementi tra cui il numero di dipendenti che fruiscono dei permessi mensili; i diversi gradi di parentela tra il disabile e i lavoratori interessati; il genere, le giornate e le ore di permesso fruite nel corso del 2010.
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