D.S.A.: 50 Software per affrontarli

Un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA) può avere moltissime diverse sfaccettature, ma nella quasi totalità dei casi comprende ciò che, nella scuola, è al tempo stesso canale e contenuto dell'apprendimento: il linguaggio scritto. Per la maggior parte di noi, la comunicazione scritta è del tutto naturale: si impara a leggere e a scrivere senza eccessiva fatica e si automatizzano le procedure, cosìcchè, dopo poco tempo, diventa una cosa normale, come cucinare o guidare l'auto. Per i bambini dislessici non è così: NONOSTANTE la loro intelligenza, affrontare la parola scritta per loro non diventerà un automatismo, a prescindere da quante ore staranno chini sui libri. Quando stavamo imparando a guidare l'auto, tutta la nostra attenzione e le nostre energie erano concentrate sui vari comandi del veicolo, sulle procedure, sullo spazio da percorrere, sui segnali da comprendere e da interpretare, sui percorsi sconosciuti che si dovevano affrontare... Ci siamo sentiti ansiosi, nervosi, ci stancavamo presto, l'errore e la distrazione erano sempre in agguato. Per un bambino dislessico affrontare la parola scritta è come guidare l'auto, sempre per la prima volta: le lettere e le parole gli impongono la massima concentrazione, tanto che ha difficoltà a comprendere il significato di un testo, non certo per scarsa intelligenza, ma perchè tutte le sue energie sono tese a decifrare e interpretare i segni grafici. Ha solitamente molte idee per la scrittura, è creativo, fantasioso, coglie la globalità di una situazione... ma spesso non riesce a dare una forma linguistica corretta ai suoi pensieri e alle sue conoscenze, perciò il risultato dei suoi sforzi viene penalizzato. L'autostima ne risente, la motivazione cala, la fatica diventa eccessiva rispetto a quella dei compagni, gli apprendimenti non vengono conseguiti... Ma la cosa peggiore è che difficilmente un dislessico viene compreso da chi gli sta attorno: gli si attribuiscono svogliatezza, scarso impegno, pigrizia, immaturità... Non ci si accorge che in realtà l'impegno è eccessivo rispetto ai risultati, che la sua modalità di apprendere, di rappresentarsi la realtà, è diversa da quella comune... non minore, ma DIVERSA. La frustrazione, la vergogna, il senso di impotenza e di estraneità del bambino dislessico aumentano: a seconda del carattere, inizierà a comportarsi aggressivamente, oppure ad isolarsi, ad avere atteggiamenti disfattisti, a comportarsi da buffone per "darsi un tono"... Sicuramente, se non verrà riconosciuto, compreso ed aiutato, perderà la motivazione e l'interesse per lo studio e la scuola diventerà presto per lui un luogo di tortura.