google.com, pub-4358400797418858, DIRECT, f08c47fec0942fa0

Lo stipendio dei precari deve rispettare l’anzianità di servizio


Con una chiara ed esaustiva sentenza il Tribunale di Roma conferma le tesi portate avanti dal nostro sindacato e constata che “il trattamento economico previsto dall’ordinamento interno in favore dei docenti con contratto a tempo determinato si pone in contrasto con la clausola 4 dell’accordo quadro, allegato alla direttiva 1999/70/CE, in quanto tale trattamento è sempre quello iniziale previsto per il corrispondente personale di ruolo. All’anzianità di loro effettivo servizio non è attribuito alcun rilievo, a differenza di quanto accade per i docenti di ruolo, la cui retribuzione cresce con il trascorrere del tempo”.
L’insussistenza di “ragioni oggettive” per il diverso trattamento posto in essere dal MIUR, porta il Giudice ad accertare la natura discriminatoria del trattamento economico riservato alla nostra iscritta e a condannare l’Amministrazione al pagamento delle differenze stipendiali calcolate in base all’anzianità effettivamente maturata dalla docente per un totale di € 4.718,97 cui aggiunge la condanna al pagamento delle spese legali di € 1.100.
Anche il Tribunale di Roma conferma pienamente, dunque, la solidità dell’azione dell’ANIEF in difesa dei docenti precari: nuovamente ribadito che il principio di non discriminazione sancito dalla normativa europea “ha efficacia diretta perché costituisce un precetto incondizionato” e che il giudice ha l’obbligo di disapplicare la norma interna che si pone in conflitto con tale divieto e di garantire un trattamento paritario ai lavoratori con contratto a tempo determinato.